L'acronimo O.D.V. sostituisce la sigla O.N.L.U.S. precedente


Rodolfo Valentino - Il primo latin lover della storia

Nord, primo al mondo, le bandiere italiana, norvegese e statunitense, le tre nazioni che avevano contribuito alla realizzazione della storica impresa. Ma nel giorno di piena estate di cento anni fa gli esiti di quel lutto furono imprevedibili, e mezza America fu attraversata da scene di straordinaria follia, un’isteria collettiva tipica delle masse fuori controllo, con decine di suicidi di anime infrante. Non quindi l’annuncio dell’esplosione di un conflitto mondiale o di una irreversibile paralisi economica della nazione: solo la notizia della scomparsa di un attore. Ma quell’attore, giunto anni prima oltre Oceano da un’anonima località pugliese, bruciato appena trentunenne da una peritonite fulminante, entrato di diritto da gigante dello schermo e in versione leggendaria nella cultura popolare del tempo, era Rodolfo Valentino da Castellaneta, vale a dire l’uomo padrone delle fantasie e dei cuori femminili di mezzo continente da quando aveva invaso con la propria immagine di italiano a
trecentosessanta gradi, con il carico retorico di romanticismo, di seduzione e di ambiguità, il mondo cinematografico di Hollywood, un mondo pronto di lì a poco ad abbandonare l’epoca del muto imperante dall’inizio del secolo e deciso ad affrontare le incognite e le novità delle nuove tecnologie. Riguardando vecchi spezzoni dei Quattro cavalieri dell’Apocalisse, dello Sceicco e di Sangue e Arena, pellicole sorrette da una tensione artistica non proprio di prim’ordine e tuttavia capaci di turbare senza ritegno, da Hollywood a Manhattan, coscienze ed ormoni d’innumerevoli schiere di signore d’ogni età, si comprende la portata dell’irresistibile empito nostalgico che suggerì alle milizie sedotte dal fascino del primo, insuperato
latin lover del cinema mondiale, di celebrarne la scomparsa in due distinti funerali, l’uno a Hollywood, l’altro a New York. Fu lo stesso empito che anni dopo, era il 1956, in occasione di una trasferta californiana e in visita di curiosità nel Mausoleo della Cattedrale dell’Hollywood Forever Cemetery di Los Angeles, indusse l’indimenticato maestro ed amico Vanni Lòriga a notare come, “era scomparso da trent’anni, ma attorno alla tomba di Rodolfo Valentino incontrammo elegantissime vecchiette, capelli platinati, cappellini spericolati come avrebbe detto ad un microfono televisivo l’amico Paolo Rosi, che gli recavano fiori: un tributo senza tempo e senza confini, sottratto all’oblio e destinato all’eternità”.
Gravidanza in donne BRCA mutate

considerata generalmente sicura se gestita in centri specializzati con supporto multidisciplinare. Dati limitati sono disponibili per mutazioni più rare (p53, PTEN, STK11, MLH1, MSH2, MSH6, PMS2, CHEK2, ATM), per le quali non è possibile formulare raccomandazioni definitive.
2025 - Fondazione AIOM - I numeri del cancro in Italia 2025
La Desistenza Terapeutica - Oncologia: da acuzie a cronicità

*SC Oncologia ASL città di Torino
°Farmacia Ospedaliera Ospedale Mauriziano
#Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta

Longevità e Sostenibilità

In questo contesto l’Italia conferma di essere tra le nazioni con popolazione più longeva con un’aspettativa di vita di 84 anni e, a conferma della ‘’solidità‘’ del dato, si rileva anche un aumento dell’aspettativa di vita in buone condizioni di salute dopo i 65 anni. Risultati e traguardi demografici che normalmente tutti noi consideriamo quasi normali, ma che in realtà sono di grande valore se si pensa che poco più di un secolo e mezzo fa l’aspettativa di vita ruotava ancora intorno ai 35/40 anni. E a questo riguardo viene spontaneo pensare a Dante Alighieri, che iniziò a scrivere la Commedia nell’intorno del 1300 all’età di 35 anni con il famoso incipit: ‘’Nel mezzo del cammin di nostra vita.’’. Il sommo poeta pensava in cuor suo di poter raggiungere i 70 anni; traguardo che all’epoca era raggiungibile da pochissime persone, e infatti, per sfortuna sua (e anche nostra) dovette arrendersi alla dura realtà dopo 56 primavere.Come dicevamo all’inizio questo è indubbiamente un bel ‘’pacchetto’’ di buone notizie, che si caratterizzano per la loro natura
prevalentemente ‘’quantitativa’’. Ciò che rende il fenomeno meno roseo è l’aspetto ‘’qualitativo’’ del dato statistico, soprattutto se analizzato in chiave di prospettive future legate alle tendenze demografiche, all’evoluzione del welfare e della sua sostenibilità socio-economica. In sintesi, dopo aver preso atto con soddisfazione del ‘’quanto’’ siamo invecchiati, dobbiamo interrogarci sul ‘’come‘’ stiamo invecchiando e soprattutto sul ‘’come‘’ invecchieremo. E qui finiscono le buone notizie, o perlomeno rischiano di finire se non riusciremo a mettere in campo strumenti e misure adeguate.
Parole "controcorrente", semplici e globali come la vita.

Le loro parole, riportate da molti quotidiani dei più diversi orientamenti, chiedono che l’autodeterminazione non sia la legge assoluta. Si aspettano uno Stato che dica “la tua vita per me è talmente importante che voglio proteggerla anche nei momenti di maggior debolezza”. Lo dicono con la forza delle relazioni umane e con la paura di una fragilità viziata dal dolore in cui possano essere “altri” a decidere al posto loro. L’esempio, riportato dagli avvocati che hanno sostenuto al loro causa, è diretto ed esplicito: “È come mettere una pistola carica sul comodino di chi sta male."
Come combattere il cancro, serata di "istruzioni per l'uso" promossa da ISAMARY

l’importanza della ricerca traslazionale in oncologia. La serata informativa, intitolata “La ricerca traslazionale in oncologia: un ponte tra scienza e medicina”, ha visto una notevole affluenza di pubblico interessato a comprendere come le scoperte di laboratorio si traducano in cure oncologiche concrete per i pazienti. Esperti di spicco come il Dott. Comandone (oncologo e co-direttore della rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta) e la Prof.ssa Comunanza (ricercatrice a Candiolo e docente Unito) hanno saputo rendere accessibili al grande pubblico i complessi meccanismi che legano scienza e medicina. L’obiettivo è stato chiaro: diffondere la cultura scientifica e la speranza che deriva dai progressi della ricerca sul cancro, come sottolineato dalla presidente dell'Associazione Natalina Esmeralda De Luca. Un’iniziativa chiave per la sensibilizzazione sul territorio della Valle di Susa.
La persona e l’ambiente: tra contaminazione ambientale e inquinamento psichico

giardino che abbiamo sempre coltivato, che abbiamo annaffiato con cura e sul quale abbiamo lavorato, che raccoglie ricordi e memorie, improvvisamente diventasse un luogo poco sicuro, in cui l’equilibrio vacilla e la quotidianità viene compromessa? Se l’erba tutt’un tratto seccasse, se la terra ingrigisse, se piovesse polvere.
PREVENZIONE SERENA, lo screening di fiducia



Alcol e cancro

Di: Alessandro Comandone
Sc Oncologia ASL città di Torino. Accademia di Medicina Torino
Tiziana Comandone
Farmacia Ospedaliera Ospedale Mauriziano Torino

Purtroppo, l’importanza dell’alcol come cancerogeno è sottostimata, anche se, sin dal primo storico studio di Doll e Peto (1) l’alcol è stato identificato come uno dei più importanti cancerogeni dopo il fumo di tabacco, le infezioni croniche e il sovrappeso. Dopo le aflatossine, l’alcol è il fattore assunto con l’alimentazione maggiormente responsabile per tumori umani. (3, 4)
"Caregiver in Oncologia" Aspetti pratici dell'assistenza al paziente oncologico

Sono più di tre milioni in Italia.
Eppure ci sono!
Ogni giorno si prendono cura
Con termine anglosassone


A cura di:
Ma cosa devono sapere i caregiver che assistono un paziente oncologico? Cosa devono fare? Come devono comportarsi di fronte ai vari sintomi che un paziente può presentare?
Questo Manuale, molto pratico, vuole rispondere alle tante domande che ogni caregiver si pone, per migliorare l’assistenza che i caregiver possono offrire alle persone malate di cancro, ma anche per stare vicino ai caregiver, che con altruismo, amore e passione svolgono un lavoro importante e insostituibile nella quotidianità di questa malattia.
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- Torino - 2nd Meeting Onconephrology

























