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Dall'Ottobre del 2022 GITR è
O.D.V. - Organizzazione di Volontariato

L'acronimo O.D.V. sostituisce la sigla O.N.L.U.S. precedente 

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DAL MINISTERO DELLA SALUTE

Il GITR al Convegno SICP di Piemonte e Valle d'Aosta

 
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L'EVENTO
 
Il 10 aprile 2026,
presso l’Aula
di Clinica Pediatrica
dell’Università di Torino,
si è tenuto
il Convegno
Interregionale Piemonte
e Valle d’Aosta della SICP,
Società Italiana di Cure Palliative.
 
Di: Alessandra Bertola (Coordinatrice)
      Simona Chiadò Cutin, Ferdinando Garetto
      (Consiglieri SICP Piemonte - Valle d’Aosta)
 
Il titolo: “Le Cure Palliative Pediatriche in Piemonte e Valle d’Aosta: territorio, ospedale, hospice”
Un evento importante, che ha visto una numerosa partecipazione di figure professionali delle diverse discipline e specialità e volontari.
Al tavolo dei relatori si sono alternate alcune delle figure più importanti (delle nostre regioni ma anche da tutta Italia) per affrontare le mille sfaccettature di un tema così toccante come quello delle malattie inguaribili dei bambini e degli adolescenti, riuscendo al tempo stesso a testimoniare la “bellezza” (tipica dei percorsi di cure palliative) dei rapporti che riguardano i pazienti, le famiglie, i curanti.
Schermo Relazione
Alcune espressioni ne sono sintesi: “un tempo speciale, fatto di intensità e profondità più che di durata… un lampo di vita, quando pochi giorni sono un’intera esistenza… nella cura è sempre più grande quello che si riceve che quello che si dà…”.
In una giornata così ricca di relazioni, testimonianze, dialoghi a 360°, il contributo del GITR è stato rilevante e apprezzato.
Erano molti i motivi che sin dalle prime fasi di preparazione del convegno facevano presupporre una particolare sintonia, su un tema solo apparentemente “di nicchia” come quello delle cure palliative pediatriche.
Il dottor Comandone, in un incisivo intervento dal titolo “Le reti delle patologie rare, l'esperienza oncologica” nella sessione sulle malattie rare (condivisa con il prof. Spada, uno dei massimi esperti internazionali in tema di malattie metaboliche dell’età pediatrica) ha suscitato grande interesse sottolineandone gli aspetti principali, di cui il GITR è da sempre promotore:
- Necessità di una "cultura della presa in carico" dei pazienti e delle loro famiglie, in particolare nelle fragilità sociali e psico-sociali legate alla malattia nelle diverse fasce di età; 

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2025 - Eventi Annuali GRUPPO ITALIANO TUMORI RARI - O.D.V.

2025 Locandina GITR 25 AW

 
 L'INGRANAGGIO 
 
Girano gli ingranaggi
del Gruppo GITR,
girano per trovare 
nuove soluzioni, nuovi aiuti.
 
Girano e non si fermano,
con la speranza di fare
tutto il possibile
per crescere e migliorare.
 
Quelli che si vedono
non sono gli ingranaggi...
giorno per giorno sono i risultati,
sono gli apprezzamenti di molti,
anno dopo anno.
 
 
 
 
...Girano gli ingranaggi  del Gruppo...
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Cosa Abbiamo Fatto nel 2025 con il Vostro Aiuto

1 Borsa di Studio per Data Manager presso l’Ospedale San Giovanni Bosco per la conduzione degli Studi Clinici

14 Studi Clinici Policentrici in atto: tumori rari e sarcomi, tumori del polmone, tumori della testa e collo, tumori della mammella, tumori del colon, terapie di supporto e cure palliative, farmacoeconomia e farmacovigilanza

1 Congresso Internazionale “Onconephrology” in collaborazione con l’Università di Torino, l’Università di Cagliari e la Mayo Clinic di Rochester (USA)

1 Congresso Regionale sui Tumori del Testicolo tenutosi a Torino in collaborazione tra GITR, SC Oncologia e SC Urologia dell’ASL città di Torino
 
1 Borsa di Studio per una Psico oncologa dedicata ai Pazienti con Patologie Rare e Frequenti, presso l’Ospedale San Giovanni Bosco

1 Borsa di Studio per una Psico oncologa a supporto dei Caregiver dei Pazienti con Tumori Rari in cura presso l’Ospedale San Giovanni Bosco

Borsa di Studio per una Psicologa della Lega Italiana contro i Tumori (LILT) responsabile del Progetto di Formazione di Caregiver di Malati soli o in gravi difficoltà economiche

    2nd ONCONEPHROLOGY 2025Cong Aiom 25Caregiver Ropi 25SIPO

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Le conseguenze “sottotraccia” delle crisi geopolitiche attuali

Papa Francesco

 
 
IL PERIODO
 
È ormai opinione

largamente diffusa

tra analisti e commentatori:

stiamo vivendo

uno dei periodi

più difficili a

livello planetario.

 
 
Di: Luigi Giovannini
 
È ormai opinione largamente diffusa tra analisti e commentatori: stiamo vivendo uno dei periodi più difficili a livello planetario. Crisi politiche, isolazionismo diffuso, diritto internazionale disatteso, parlamenti esautorati e bypassati, autocrazie e “democrature” imperanti e…. la terza guerra mondiale ‘’a pezzi’’ di Papa Francesco.
Uno degli aspetti più negativi del momento attuale, anche se non viene evidenziato con l’importanza che meriterebbe, è la progressiva perdita di efficacia degli organismi internazionali e sovranazionali: le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità appaiono ormai agli occhi dell’opinione pubblica come enti desueti, incapaci di perseguire adeguatamente i loro obiettivi, quasi ridotti a inutili sovrastrutture. Subiscono, possiamo dire per ‘’contagio’’, la crisi attuale dei sistemi democratici, che appaiono in grande sofferenza in larga parte del mondo, anche in paesi tradizionalmente e storicamente considerati esempi e baluardi di democrazia (USA in primis). La lentezza e laboriosità dei processi decisionali democratici, i delicati e sofferti equilibri dei poteri istituzionali paiono inconciliabili con la velocità di evoluzione della società, JF Kennedya sua volta spinta da un progresso tecnologico vorticoso per rapidità ed intensità. E cosi le spinte isolazioniste ed autocratiche portano all’abbandono delle collaborazioni (e dei finanziamenti) nei grandi organismi internazionali, che avevano ed hanno per obiettivo finale lo sviluppo pacifico del pianeta attraverso il miglioramento delle condizioni socio-economiche dei paesi e delle popolazioni più povere.
Al riguardo tra gli esempi recenti più significativi vi è la decisione dell’amministrazione Trump di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo smantellamento dell’USAID (United States Agency for International Development), fondata da J.F. Kennedy negli anni sessanta del secolo scorso. Secondo l’OMS questa decisione avrà effetti gravissimi sulla salute e sulla sopravvivenza delle popolazioni più povere del pianeta. Un esempio su tutti riguarda la malaria, che ha registrato nel 2023, nonostante i progressi degli ultimi decenni 263 milioni di casi con 600mila decessi, il 90% dei quali nei paesi dell’Africa Sub-Sahariana (dati OMS).
Nel 2024 gli Stati Uniti hanno erogato finanziamenti per la lotta alla malaria pari a 1 miliardo di dollari: un piano di copertura sanitaria che prevedeva la protezione a 360° di una popolazione di oltre 50 milioni di persone. L’USAID ha stimato che la cancellazione dei programmi di finanziamento potrà comportare 18 milioni di casi di malaria in più all’anno, corrispondenti a oltre 160.000 decessi.

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Un calcio nel sedere... al Calcio italiano

Disperazione

 
LA DISPERAZIONE
 
E adesso?
Il solito karaoke
(sino al primo rigore dubbio).
 
Ogni volta
che l’Italia del calcio
viene eliminata
prima che il Mondiale cominci,
scatta - automatico e implacabile -
il processo ai processi.
 
 
Di: Roberto Beccantini
 
Ogni volta che l’Italia del calcio viene eliminata prima che il Mondiale cominci, e sono già quattro (1958, 2018, 2022, 2026), tre delle quali consecutive, scatta - automatico e implacabile - il processo ai processi le cui sentenze, evidentemente, non hanno prodotto gli effetti sperati, le riabilitazioni agognate, i riscatti delirati.
Per Leo Longanesi, «gli italiani sono buoni a nulla ma capaci di tutto». Non tutti, forse. Ma molti. Come, per esempio, Gabriele Gravina, coniugato «Slavina». PresidenteGravina della Federazione Giuoco Calcio dall’ottobre del 2018 al 2 aprile 2026, campione d’Europa nel 2021 e bocciatissimo da Macedonia del Nord e Bosnia Erzegovina. Si è dimesso. O meglio: ha capito che avrebbe dovuto farlo. Meglio ancora: l’hanno costretto a farlo. A 72 anni, ha pagato la doppia fregatura del campo - lui che, almeno su questo versante, aveva un alibi di ferro: era in tribuna - per acclarata e reiterata immobilità.
Di sicuro, non l’ha aiutato (anzi!) la gaffe su Arianna Fontana «sciatrice» e sugli sport «dilettantistici» (?), sintesi di una cultura così crassa da rilanciare l’esigenza di un ghost-writer: di uno scrittore-fantasma, cioè, che suggerisca le orazioni ai boss di turno. Lo aveva John Fitzgerald Kennedy, perché non dovrebbe averlo (avuto) Gravina? Con lui, via Gigi Buffon e via Rino Gattuso. Piazza pulita.
La «dipartita» di Gravina non è la soluzione dei problemi. È un atto. È un passo. Adesso il popolo re è nudo: non ha più alibi. E occhio: «Slavina» non è nostro padre; è nostro figlio. Lo elessero con maggioranza bulgara e i giornalisti - salvo rare e valorose eccezioni - lo hanno sopportato, se non addirittura supportato, sino ai rigori di martedì 31 marzo. Ci fosse andata bene, sarebbe ancora lì.
Del Piero   Roberto BaggioIl 22 giugno sceglieranno il nuovo Capo. Si parla di Giancarlo Abete (repetita non iuvant) o di Giovanni Malagò (Roma caput salotti). Con Franco Carraro in versione «safety-car». Titilla l’idea di un Paolo Maldini, di un Roberto Baggio, di un Alessandro Del Piero. E, dal garage dell’archivio, borbotta il carro attrezzi di Demetrio Albertini. D’accordo: ma a che titolo? Con che potere? Siamo sempre lì. A un ventennio fa. Al karaoke della serie A con 18 squadre, del professionismo arbitrale, degli stadi di proprietà, dei contributi ai vivai, del tetto all’invasione straniera. Copia e incolla.

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Gravidanza in donne BRCA mutate

 
Gravidanza
LA GENETICA
 
L’espansione delle conoscenze
genetiche e la diffusione
dello screening hanno aumentato
l’identificazione di donne portatrici 
di mutazionigerminali BRCA1/2,
che predispongono a carcinoma
mammario e ovarico. Nonostante
l’elevato rischio oncologico,
molte donne desiderano avere figli,
rendendo necessaria una valutazione
multidisciplinare.
 
Di: 
Alessandro Comandone - SC Oncologia ASL Città di Torino & GITR
Tiziana Comandone - SC Farmacia Ospedaliera AO Mauriziano di Torino & GITR
Antonella Boglione - SC Oncologia ASL Città di Torino & GITR
Paola Bergnolo - SC Oncologia ASL Città di Torino & GITR
GITR - Gruppo Italiano Tumori Rari O.D.V Torino
 
Abstract italiano
L’espansione delle conoscenze genetiche e la diffusione dello screening hanno aumentato l’identificazione di donne portatrici di mutazioni germinali BRCA1/2, che predispongono a carcinoma mammario e ovarico. Nonostante l’elevato rischio oncologico, molte donne desiderano avere figli, rendendo necessaria una valutazione multidisciplinare. Studi recenti evidenziano che la gravidanza in portatrici di mutazione germinale senza anamnesi di tumore non aumenta significativamente il rischio di carcinoma mammario precoce, mentre in donne con pregresso carcinoma mammario la gravidanza può essere intrapresa dopo circa 3 anni dalla diagnosi, con sospensione temporanea della terapia ormonale (18–30 mesi) senza incremento significativo del rischio di recidiva. Terapie chemioterapiche selezionate sono compatibili con la gravidanza dopo il primo trimestre, mentre l’ormonoterapia e le nuove molecole a bersaglio molecolare non lo sono. I tumori BRCA1 sono frequentemente triplo negativi; BRCA2 può dare tumori triplo negativi o luminali. Strategie preventive come screening mirato con risonanza magnetica e mammografia, mastectomia profilattica bilaterale e ovariectomia dopo le gravidanze sono raccomandate dalle Linee Guida Internazionali. (NCCN, ASCO, ESMO AIOM) La gravidanza in donne BRCA mutate può essereVisita gravidanza considerata generalmente sicura se gestita in centri specializzati con supporto multidisciplinare. Dati limitati sono disponibili per mutazioni più rare (p53, PTEN, STK11, MLH1, MSH2, MSH6, PMS2, CHEK2, ATM), per le quali non è possibile formulare raccomandazioni definitive.
 
Abstract inglese
The expansion of genetic knowledge and widespread screening have increased the identification of women carrying germline BRCA1/2 mutations, which predispose to breast and ovarian cancer. Despite the high oncologic risk, many women desire offspring, necessitating multidisciplinary evaluation. Recent studies show that pregnancy in mutation carriers without a prior cancer diagnosis does not significantly increase the risk of early breast cancer, while in women with a history of breast cancer, pregnancy can be considered approximately three years after diagnosis, with temporary interruption of hormonal therapy (18–30 months) without a significant increase in recurrence risk. Selected chemotherapies are compatible with pregnancy after the first trimester, whereas hormonal therapy and novel agents are not recommended. BRCA1-associated tumors are frequently triple-negative, while BRCA2-associated tumors may be triple-negative or luminal. Preventive strategies such as targeted screening with MRI and mammography, bilateral prophylactic mastectomy, and oophorectomy after completing desired pregnancies are recommended. Pregnancy in BRCA mutation carriers can generally be considered safe if managed in specialized centers with multidisciplinary support. Limited data are available for rarer mutations (p53, PTEN, STK11, MLH1, MSH2, MSH6, PMS2, CHEK2, ATM), for which no definitive recommendations can be made.

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Rodolfo Valentino - Il primo latin lover della storia


Libro Rodolfo Valentino
 
LA CARTOLINA
 
Di: Augusto Frasca
 
Morì nel 1926, stessa stagione
in cui a Grazia Deledda,
seconda italiana
dopo Giosuè Carducci,
veniva assegnato
il Nobel della letteratura,
la radio nazionale amplificava
il raggio d’azione aggiungendo
la stazione di Napoli
a quelle iniziali
di Roma e di Milano...
 
 
...Mao Tse-Tung istituiva le prime milizie comuniste cinesi e l’allora colonnello del Genio Aeronautico Umberto Nobile, al comando del dirigibile Norge, lasciava cadere sul Polo Rodolfo Valentino 1Nord, primo al mondo, le bandiere italiana, norvegese e statunitense, le tre nazioni che avevano contribuito alla realizzazione della storica impresa. Ma nel giorno di piena estate di cento anni fa gli esiti di quel lutto furono imprevedibili, e mezza America fu attraversata da scene di straordinaria follia, un’isteria collettiva tipica delle masse fuori controllo, con decine di suicidi di anime infrante. Non quindi l’annuncio dell’esplosione di un conflitto mondiale o di una irreversibile paralisi economica della nazione: solo la notizia della scomparsa di un attore. Ma quell’attore, giunto anni prima oltre Oceano da un’anonima località pugliese, bruciato appena trentunenne da una peritonite fulminante, entrato di diritto da gigante dello schermo e in versione leggendaria nella cultura popolare del tempo, era Rodolfo Valentino da Castellaneta, vale a dire l’uomo padrone delle fantasie e dei cuori femminili di mezzo continente da quando aveva invaso con la propria immagine di italiano aValentino Figlio Sceicco trecentosessanta gradi, con il carico retorico di romanticismo, di seduzione e di ambiguità, il mondo cinematografico di Hollywood, un mondo pronto di lì a poco ad abbandonare l’epoca del muto imperante dall’inizio del secolo e deciso ad affrontare le incognite e le novità delle nuove tecnologie. Riguardando vecchi spezzoni dei Quattro cavalieri dell’Apocalisse, dello Sceicco e di Sangue e Arena, pellicole sorrette da una tensione artistica non proprio di prim’ordine e tuttavia capaci di turbare senza ritegno, da Hollywood a Manhattan, coscienze ed ormoni d’innumerevoli schiere di signore d’ogni età, si comprende la portata dell’irresistibile empito nostalgico che suggerì alle milizie sedotte dal fascino del primo, insuperato Sangue e arena Valentinolatin lover del cinema mondiale, di celebrarne la scomparsa in due distinti funerali, l’uno a Hollywood, l’altro a New York. Fu lo stesso empito che anni dopo, era il 1956, in occasione di una trasferta californiana e in visita di curiosità nel Mausoleo della Cattedrale dell’Hollywood Forever Cemetery di Los Angeles, indusse l’indimenticato maestro ed amico Vanni Lòriga a notare come, “era scomparso da trent’anni, ma attorno alla tomba di Rodolfo Valentino incontrammo elegantissime vecchiette, capelli platinati, cappellini spericolati come avrebbe detto ad un microfono televisivo l’amico Paolo Rosi, che gli recavano fiori: un tributo senza tempo e senza confini, sottratto all’oblio e destinato all’eternità”.      
 
 

 

 

2025 - Fondazione AIOM - I numeri del cancro in Italia 2025

Numeri Cancro 25 
LA CONFERMA 
 
Il volume 2025 de
“I numeri del cancro in Italia”,
anno dopo anno, si conferma
uno strumento indispensabile
per comprendere l’evoluzione
della malattia oncologica
nella nostra Nazione e per orientare
le azioni nella sfida alle neoplasie.
 
Grazie alla storica collaborazione
tra AIOM, Fondazione AIOM, AIRTUM,
Istituto Superiore di Sanità, 
Osservatorio Nazionale Screening 
e SIAPEC.
Un successo editoriale come pochi,
che negli ultimi anni ha visto
scaricare gratuitamente
le precedenti edizioni 
da circa 30.000 lettori ogni anno.
 2023 Logo fondazione Aiom
Prefazione
La lotta contro il cancro è da sempre una delle sfide più rilevanti e ambiziose per la comunità medica e scientifica. È solo grazie allo studio e alla passione di ricercatori e scienziati che oggi abbiamo tassi di guarigione dalle patologie oncologiche, che fino a 20 anni fa erano inimmaginabili.
Conquiste fotografate anche ne “I numeri del cancro in Italia 2024” che mostrano una sostanziale stabilità di nuovi casi rispetto all’anno precedente, una diminuzione della mortalità oncologica nei giovani adulti e un aumento della prevalenza di persone che convivono con una diagnosi di tumore.
Ma è doveroso riflettere anche sulle osservazioni contenute in questo volume che evidenziano gli ambiti su cui intervenire per ridurre la prevalenza di malattie oncologiche: l’adozione di stili di vita corretti e una maggiore adesione ai programmi di screening.
Sono settori che vedono un impegno forte e decisivo del Ministero della Salute che si è declinato nell’approvazione del Piano Oncologico Nazionale 2023-2027, adeguatamente finanziato con 50 milioni di euro. Una vera e propria road map con tutte le indicazioni da seguire per migliorare l’assistenza dei pazienti oncologici, a partire da una maggiore integrazione tra setting assistenziali affinché il paziente non si senta mai lasciato solo durante tutto il periodo della malattia.
 
Ma la sfida deve essere quella di investire in prevenzione, promuovendo stili di vita sani, a partire da un’alimentazione corretta, associata all’attività fisica. Oggi sappiamo che l’errata alimentazione incide per circa il 35% sull’insorgenza dei tumori e che la dieta mediterranea riduce del 10% la mortalità complessiva, prevenendo lo sviluppo di numerosi tipi di cancro.

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La Desistenza Terapeutica - Oncologia: da acuzie a cronicità

 
Mani malato
L'ANALISI
 
Scopo di questo articolo
è di analizzare la cosiddetta
“desistenza terapeutica"
in oncologia, sotto gli aspetti clinici,
etici e medico legali e valutare
quanto sia realizzabile
nella pratica quotidiana.
  
 
Di:
Alessandro Comandone*# - Tiziana Comandone° - Fabio Gaspari*

*SC Oncologia ASL città di Torino

°Farmacia Ospedaliera Ospedale Mauriziano

#Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta

 
In oncologia, soprattutto dall’inizio del nuovo millennio, si sono moltiplicati i mezzi terapeutici  in campo farmacologico, radioterapico e chirurgico  che più che guarire la malattia tumorale soprattutto in fase metastatica, ne rallentano l’evoluzione, venendo a determinare una sua cronicizzazione. (Numeri del cancro) È un traguardo  che si è raggiunto  non solo in oncologia, ma  anche nelle malattie del metabolismo quale il diabete, in nefrologia nell’insufficienza renale cronica, in pneumologia nella insufficienza respiratoria cronica, in cardiologia nella malattia coronarica e nello scompenso.
Il risultato dei nuovi trattamenti non è tanto guarire un processo patologico potenzialmente mortale, ma correggerne gli effetti, prevenendo la rapida degenerazione ed esaurimento delle funzioni organiche e di conseguenza prolungare il tempo di sopravvivenza. (Crawford ESMO)
La cronicizzazione di una malattia è sicuramente un risultato positivo dal punto di vista epidemiologico, aumentando il tempo di sopravvivenza, ma apre a nuove conseguenze a cui la società e l’organizzazione sanitaria non sembrano ancora preparate.
Aumentano infatti: il numero di cittadini bisognosi di cure, la pressione sui sistemi sanitari, i costi dei trattamenti, la necessità di assistenza continua, la popolazione delle persone invalide o inabili, i costi per la previdenza sociale. (Crawford ESMO - Stone ESMO)Logo esmo
Ma soprattutto da un punto di vista etico si pone un quesito sempre più impellente: per quanto tempo il trattamento che determina questo rallentamento della malattia vada proseguito e se ci sia un tempo preciso per interrompere o depotenziare le cure. Il termine desistenza significa rinuncia, cessazione e il verbo desistere significa ritirarsi da un’attività, da una iniziativa, da un’impresa. (Treccani Enciclopedia) Il termine desistenza terapeutica implica dunque la volontà di portare gradualmente ad una interruzione dei trattamenti attivi e di porre in alternativa delle terapie per il solo controllo dei sintomi.
Secondo la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (2021) “La desistenza terapeutica implica l’interrompere o il non iniziare un trattamento, rifiutando la motivazione di una assistenza terapeutica tesa ad inseguire ogni minima e temporanea possibilità terapeutica, gravando sui   pazienti con oneri eccessivi e a fronte delle scarsità di benefici conseguibili”. (Soc. It. Geriatria - La desistenza terapeutica - Petrini - 61° Congresso Nazionale) La desistenza terapeutica non è da equivocare con l’eutanasia, ma è la decisione di astenersi da trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si attende un beneficio per la salute del malato e/o un prolungamento significativo della sopravvivenza, rispettando la qualità di vita (Codice deontologico 2014 articolo 16)

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Si fa presto a dire “SIMULTANEE”...

 
Clessidra 1
 
IL SUPPORTO
 
Le cure palliative“integrate”
nel mondo che cambia,
per molti anni però
quell’integrazione
è rimasta inattuata,
se non nelle generiche
“terapie di supporto”
per il controllo
degli effetti collaterali
di chemio e radioterapia
 
Di: Ferdinando Garetto
 
Chi si occupa di cure palliative da un po’ di anni ricorderà che già nella prima edizione del 1993 dell’Oxford Textbook of Palliative Medicine era descritto il passaggio dalle cosiddette “cure attive” (all’epoca per lo più oncologiche) alle cure palliative non più come una successione di blocchi ma come una linea obliqua in cui i palliativisti erano consideratiLibro Palliative Medicine fin dall’inizio del percorso, prendendo un ruolo via via più rilevante nel decorso della malattia. Per molti anni però quell’intuizione è rimasta inattuata, se non nelle generiche “terapie di supporto” per il controllo degli effetti collaterali di chemio e radioterapia (1).
È stato sul finire degli anni ‘90 e soprattutto all’inizio del nuovo secolo che la riflessione si è fatta più ampia e strutturata. Dapprima in ambito oncologico, precedendo in questo l’evoluzione dei modelli di cure palliative che in quegli anni si caratterizzavano anche a livello legislativo come “cure del fine vita”, è emerso quanto i momenti di maggior sofferenza, anche fisica, dei malati siano quelli legati alle “fasi di passaggio” (dalla diagnosi all’attesa dei trattamenti, nei momenti di cambio di strategia con le diverse linee di terapia, nel passaggio più difficile, cioè quello in “non c’è più indicazione a ulteriori trattamenti specifici” e viene posta “l’indicazione esclusiva a cure palliative”).
Disagio FamiliareSi può dire che il desiderio di integrarsi maggiormente con i servizi di cure palliative nasca in quegli anni anche dalla “sofferenza” degli oncologi nel dover gestire da soli una fase tanto delicata. Particolarmente accurato, nella descrizione delle problematiche che rendono difficoltoso il passaggio dalla sospensione dei trattamenti alla presa in carico dei bisogni globali della persona in fase avanzata di malattia, il lavoro di Peppercon del 2011 (3) che evidenzia i “punti critici” per gli oncologi e l’importanza di un’integrazione precoce con i palliativisti:
* Consapevolezza crescente dell’importanza del problema;
* Complessità delle scelte (anche per i rapidi sviluppi terapeutici dell’Oncologia);
* Sofferenza psicologica del paziente, della famiglia (cambio di fase della malattia, cambio delle prospettive, cambio di curanti)
* Senso di sconfitta per l’oncologo (che spesso è legato anche alla “non conoscenza” di quanto si possa fare con le cure palliative);
* Tempi e spazi di comunicazione (se per una visita hai a disposizione 15 minuti, è più facile di fronte al cattivo esito di una TC proporre una improbabile V linea di chemioterapia  benchè quasi certamente inutile piuttosto che aprire il dialogo su “un’altra tipologia di cura”)
* Incertezza del futuro (senso di abbandono, rischio di ricerca di illusorie cure alternative senza fondamento scientifico, costose e spesso dannose).

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Come combattere il cancro, serata di "istruzioni per l'uso" promossa da ISAMARY

Comandone 25
   
LE ISTRUZIONI
  
Diffondere 
la cultura scientifica
e la speranza 
che deriva dai progressi 
della ricerca sul cancro.
Un’iniziativa chiave 
per la sensibilizzazione 
sul territorio della Val di Susa.
 
Serata con il Dottor A. Comandone
e la Professoressa V. Comunanza
 
   
Logo La Valsusa
 
A Condove, in Val di Susa,
un evento di grande rilevanza

La Valsusa Istruzioni

L’associazione Isamary Ricominciare a Volare ha promosso a Condove un evento di grande rilevanza nell’ambito dell’Ottobre Rosa, focalizzato sulla lotta contro il cancro e Logo Isa Maryl’importanza della ricerca traslazionale in oncologia. La serata informativa, intitolata “La ricerca traslazionale in oncologia: un ponte tra scienza e medicina”, ha visto una notevole affluenza di pubblico interessato a comprendere come le scoperte di laboratorio si traducano in cure oncologiche concrete per i pazienti. Esperti di spicco come il Dott. Comandone (oncologo e co-direttore della rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta) e la Prof.ssa Comunanza (ricercatrice a Candiolo e docente Unito) hanno saputo rendere accessibili al grande pubblico i complessi meccanismi che legano scienza e medicina. L’obiettivo è stato chiaro: diffondere la cultura scientifica e la speranza che deriva dai progressi della ricerca sul cancro, come sottolineato dalla presidente dell'Associazione Natalina Esmeralda De Luca. Un’iniziativa chiave per la sensibilizzazione sul territorio della Valle di Susa. 
 

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La persona e l’ambiente: tra contaminazione ambientale e inquinamento psichico

Giardini 1
 
 
LA DOMANDA
 
 
Potrebbe essere
interessante chiedersi
cosa possa succedere
se il giardino
che abbiamo sempre coltivato,
che abbiamo annaffiato con cura
e sul quale abbiamo lavorato,
che raccoglie ricordi e memorie,
improvvisamente diventasse
un luogo poco sicuro.
 
 
Di: G. Francioso, G. Pitti, C. Grimaldi, M. Gonella
 
“So anche,” disse Candido, “che dobbiamo coltivare il nostro orto.” “Avete ragione,” disse Pangloss, “quando l'uomo fu posto nel giardino dell'Eden, ci fu posto ut operaretur eum, perché lo lavorasse; il che dimostra che l'uomo non è nato per il riposo”. “Lavoriamo senza ragionare”, disse Martino, “è l'unico modo per rendere sopportabile la vita.”
Introduzione
Voltaire chiude l’opera di Candido sostenendo che “dobbiamo coltivare il nostro giardino”. A questo proposito, potrebbe essere interessante chiedersi cosa possa succedere se ilVoltaire giardino che abbiamo sempre coltivato, che abbiamo annaffiato con cura e sul quale abbiamo lavorato, che raccoglie ricordi e memorie, improvvisamente diventasse un luogo poco sicuro, in cui l’equilibrio vacilla e la quotidianità viene compromessa? Se l’erba tutt’un tratto seccasse, se la terra ingrigisse, se piovesse polvere.
 
Quest’immagine potrebbe prestarsi nell’evocare con nitidezza alcune delle sensazioni che accompagnano la vita in un Sito Contaminato.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) definisce “Sito Contaminato” tutte quelle aree di territorio in cui si evidenzia un’alterazione di suolo, sottosuolo o acque sotterranee, tale da costituire un pericolo per la salute (ISPRA, 2024). In ambito europeo è stata stimata la presenza di circa 342.000 siti contaminati, e solo il 15% di questi è sottoposto a interventi di risanamento ambientale.
 
In Italia, i Siti di Interesse Nazionale (SIN) sono 42. Alcuni tra questi sono la città di Casale Monferrato, Taranto, Biancavilla, Venezia (Porto Marghera). A livello Nazionale, la cartina che disegna i SIN evidenzia come questi siano presenti sull’intero territorio italiano, evidenziando la necessità di prestare attenzione alla salute fisica e psichica degli abitanti di queste città, in cui il confine tra zona sicura e pericolo è estremamente sottile. 

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    TUTTA ITALIANA
     
    Tra tanti esempi positivi
    la sconfitta della poliomielite
     
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    100 DOMANDE
            100 RISPOSTE
     
    I SEGRETI DELLA
    CHEMIO-TERAPIA
     
    SVELATI
    IN UN LIBRO
    DELL’AIOM
     
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    NELLA CIVILTÀ
    DEGLI SPRECHI
    SALVIAMO ALMENO 
     
    I FARMACI
     
    CHE NON SONO
    ANCORA SCADUTI
     
    Si dice, con ragione, che la nostra sia la civiltà degli sprechi. Purtroppo, tra i tanti si devono annotare i farmaci.
     
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2nd Meeting Onconephrology

AVIS - Inserto S.S.N.

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