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Dall'Ottobre del 2022 GITR è
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Gravidanza in donne BRCA mutate

 
Gravidanza
LA GENETICA
 
L’espansione delle conoscenze
genetiche e la diffusione
dello screening hanno aumentato
l’identificazione di donne portatrici 
di mutazionigerminali BRCA1/2,
che predispongono a carcinoma
mammario e ovarico. Nonostante
l’elevato rischio oncologico,
molte donne desiderano avere figli,
rendendo necessaria una valutazione
multidisciplinare.
 
Di: 
Alessandro Comandone - SC Oncologia ASL Città di Torino & GITR
Tiziana Comandone - SC Farmacia Ospedaliera AO Mauriziano di Torino & GITR
Antonella Boglione - SC Oncologia ASL Città di Torino & GITR
Paola Bergnolo - SC Oncologia ASL Città di Torino & GITR
GITR - Gruppo Italiano Tumori Rari O.D.V Torino
 
Abstract italiano
L’espansione delle conoscenze genetiche e la diffusione dello screening hanno aumentato l’identificazione di donne portatrici di mutazioni germinali BRCA1/2, che predispongono a carcinoma mammario e ovarico. Nonostante l’elevato rischio oncologico, molte donne desiderano avere figli, rendendo necessaria una valutazione multidisciplinare. Studi recenti evidenziano che la gravidanza in portatrici di mutazione germinale senza anamnesi di tumore non aumenta significativamente il rischio di carcinoma mammario precoce, mentre in donne con pregresso carcinoma mammario la gravidanza può essere intrapresa dopo circa 3 anni dalla diagnosi, con sospensione temporanea della terapia ormonale (18–30 mesi) senza incremento significativo del rischio di recidiva. Terapie chemioterapiche selezionate sono compatibili con la gravidanza dopo il primo trimestre, mentre l’ormonoterapia e le nuove molecole a bersaglio molecolare non lo sono. I tumori BRCA1 sono frequentemente triplo negativi; BRCA2 può dare tumori triplo negativi o luminali. Strategie preventive come screening mirato con risonanza magnetica e mammografia, mastectomia profilattica bilaterale e ovariectomia dopo le gravidanze sono raccomandate dalle Linee Guida Internazionali. (NCCN, ASCO, ESMO AIOM) La gravidanza in donne BRCA mutate può essereVisita gravidanza considerata generalmente sicura se gestita in centri specializzati con supporto multidisciplinare. Dati limitati sono disponibili per mutazioni più rare (p53, PTEN, STK11, MLH1, MSH2, MSH6, PMS2, CHEK2, ATM), per le quali non è possibile formulare raccomandazioni definitive.
 
Abstract inglese
The expansion of genetic knowledge and widespread screening have increased the identification of women carrying germline BRCA1/2 mutations, which predispose to breast and ovarian cancer. Despite the high oncologic risk, many women desire offspring, necessitating multidisciplinary evaluation. Recent studies show that pregnancy in mutation carriers without a prior cancer diagnosis does not significantly increase the risk of early breast cancer, while in women with a history of breast cancer, pregnancy can be considered approximately three years after diagnosis, with temporary interruption of hormonal therapy (18–30 months) without a significant increase in recurrence risk. Selected chemotherapies are compatible with pregnancy after the first trimester, whereas hormonal therapy and novel agents are not recommended. BRCA1-associated tumors are frequently triple-negative, while BRCA2-associated tumors may be triple-negative or luminal. Preventive strategies such as targeted screening with MRI and mammography, bilateral prophylactic mastectomy, and oophorectomy after completing desired pregnancies are recommended. Pregnancy in BRCA mutation carriers can generally be considered safe if managed in specialized centers with multidisciplinary support. Limited data are available for rarer mutations (p53, PTEN, STK11, MLH1, MSH2, MSH6, PMS2, CHEK2, ATM), for which no definitive recommendations can be made.

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2025 - Fondazione AIOM - I numeri del cancro in Italia 2025

Numeri Cancro 25 
LA CONFERMA 
 
Il volume 2025 de
“I numeri del cancro in Italia”,
anno dopo anno, si conferma
uno strumento indispensabile
per comprendere l’evoluzione
della malattia oncologica
nella nostra Nazione e per orientare
le azioni nella sfida alle neoplasie.
 
Grazie alla storica collaborazione
tra AIOM, Fondazione AIOM, AIRTUM,
Istituto Superiore di Sanità, 
Osservatorio Nazionale Screening 
e SIAPEC.
Un successo editoriale come pochi,
che negli ultimi anni ha visto
scaricare gratuitamente
le precedenti edizioni 
da circa 30.000 lettori ogni anno.
 2023 Logo fondazione Aiom
Prefazione
La lotta contro il cancro è da sempre una delle sfide più rilevanti e ambiziose per la comunità medica e scientifica. È solo grazie allo studio e alla passione di ricercatori e scienziati che oggi abbiamo tassi di guarigione dalle patologie oncologiche, che fino a 20 anni fa erano inimmaginabili.
Conquiste fotografate anche ne “I numeri del cancro in Italia 2024” che mostrano una sostanziale stabilità di nuovi casi rispetto all’anno precedente, una diminuzione della mortalità oncologica nei giovani adulti e un aumento della prevalenza di persone che convivono con una diagnosi di tumore.
Ma è doveroso riflettere anche sulle osservazioni contenute in questo volume che evidenziano gli ambiti su cui intervenire per ridurre la prevalenza di malattie oncologiche: l’adozione di stili di vita corretti e una maggiore adesione ai programmi di screening.
Sono settori che vedono un impegno forte e decisivo del Ministero della Salute che si è declinato nell’approvazione del Piano Oncologico Nazionale 2023-2027, adeguatamente finanziato con 50 milioni di euro. Una vera e propria road map con tutte le indicazioni da seguire per migliorare l’assistenza dei pazienti oncologici, a partire da una maggiore integrazione tra setting assistenziali affinché il paziente non si senta mai lasciato solo durante tutto il periodo della malattia.
 
Ma la sfida deve essere quella di investire in prevenzione, promuovendo stili di vita sani, a partire da un’alimentazione corretta, associata all’attività fisica. Oggi sappiamo che l’errata alimentazione incide per circa il 35% sull’insorgenza dei tumori e che la dieta mediterranea riduce del 10% la mortalità complessiva, prevenendo lo sviluppo di numerosi tipi di cancro.

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La Desistenza Terapeutica - Oncologia: da acuzie a cronicità

 
Mani malato
L'ANALISI
 
Scopo di questo articolo
è di analizzare la cosiddetta
“desistenza terapeutica"
in oncologia, sotto gli aspetti clinici,
etici e medico legali e valutare
quanto sia realizzabile
nella pratica quotidiana.
  
 
Di:
Alessandro Comandone*# - Tiziana Comandone° - Fabio Gaspari*

*SC Oncologia ASL città di Torino

°Farmacia Ospedaliera Ospedale Mauriziano

#Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta

 
In oncologia, soprattutto dall’inizio del nuovo millennio, si sono moltiplicati i mezzi terapeutici  in campo farmacologico, radioterapico e chirurgico  che più che guarire la malattia tumorale soprattutto in fase metastatica, ne rallentano l’evoluzione, venendo a determinare una sua cronicizzazione. (Numeri del cancro) È un traguardo  che si è raggiunto  non solo in oncologia, ma  anche nelle malattie del metabolismo quale il diabete, in nefrologia nell’insufficienza renale cronica, in pneumologia nella insufficienza respiratoria cronica, in cardiologia nella malattia coronarica e nello scompenso.
Il risultato dei nuovi trattamenti non è tanto guarire un processo patologico potenzialmente mortale, ma correggerne gli effetti, prevenendo la rapida degenerazione ed esaurimento delle funzioni organiche e di conseguenza prolungare il tempo di sopravvivenza. (Crawford ESMO)
La cronicizzazione di una malattia è sicuramente un risultato positivo dal punto di vista epidemiologico, aumentando il tempo di sopravvivenza, ma apre a nuove conseguenze a cui la società e l’organizzazione sanitaria non sembrano ancora preparate.
Aumentano infatti: il numero di cittadini bisognosi di cure, la pressione sui sistemi sanitari, i costi dei trattamenti, la necessità di assistenza continua, la popolazione delle persone invalide o inabili, i costi per la previdenza sociale. (Crawford ESMO - Stone ESMO)Logo esmo
Ma soprattutto da un punto di vista etico si pone un quesito sempre più impellente: per quanto tempo il trattamento che determina questo rallentamento della malattia vada proseguito e se ci sia un tempo preciso per interrompere o depotenziare le cure. Il termine desistenza significa rinuncia, cessazione e il verbo desistere significa ritirarsi da un’attività, da una iniziativa, da un’impresa. (Treccani Enciclopedia) Il termine desistenza terapeutica implica dunque la volontà di portare gradualmente ad una interruzione dei trattamenti attivi e di porre in alternativa delle terapie per il solo controllo dei sintomi.
Secondo la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (2021) “La desistenza terapeutica implica l’interrompere o il non iniziare un trattamento, rifiutando la motivazione di una assistenza terapeutica tesa ad inseguire ogni minima e temporanea possibilità terapeutica, gravando sui   pazienti con oneri eccessivi e a fronte delle scarsità di benefici conseguibili”. (Soc. It. Geriatria - La desistenza terapeutica - Petrini - 61° Congresso Nazionale) La desistenza terapeutica non è da equivocare con l’eutanasia, ma è la decisione di astenersi da trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si attende un beneficio per la salute del malato e/o un prolungamento significativo della sopravvivenza, rispettando la qualità di vita (Codice deontologico 2014 articolo 16)

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100 anni fa...cosa accadeva in Italia e nel mondo


G.Deledda
 
LA CARTOLINA
 
Di: Augusto Frasca
 
Estraggo a fatica,
al di là dei sommovimenti politici
che scuotono,
dal Giappone alla Cina,
dal Marocco alla Polonia,
dal Portogallo al Nicaragua,
la vita dei Continenti,
da una memoria
che età e distrazioni
rendono lenta,
e soprattutto confusa…
 
 
Secondo letterato italiano dopo Giosuè Carducci, prima donna insignita del premio dopo la svedese Selma Lagerlöf, una signora di cinquantacinque anni nativa diDuse Nuoro, Grazia Deledda, ferma alla quarta elementare ma ferrea autodidatta, vince nel 1926 il premio istituito dal 1901 dal chimico e imprenditore svedese Alfred Nobel, inventore, tra l’altro, della dinamite, ‘per la sua potenza di scrittura, sostenuta da un alto ideale, capace di innalzare a valore universale vicende vissute nella sua isola’.
 
Dieci anni prima, un suo romanzo, Cenere, era stato trasferito in pellicola cinematografica, muta secondo i limiti tecnologici del tempo, per Bottecchial’interpretazione di Eleonora Duse, primo e unico film nella carriera della grande attrice teatrale. In Italia, il Governo istituisce il Tribunale speciale e abolisce le libertà politiche.
 
In Francia, dominatore sulle micidiali strade sterrate del Tour de France nelle edizioni del 1924 e del 1925, ottavo figlio di Francesco e di Elena Torres, friulano di San Martino di Colle Umberto, Ottavio Bottecchia, distrutto dalla fatica, chiude in pratica la sua carriera, piangendo come un bambino ai bordi della strada, ritirandosi durante laDomenica Corriere decima tappa.
 
All’estremo Nord del mondo, in compagnia del norvegese Roald Amundsen, ignaro della tragica avventura che sullo stesso itinerario lo vedrà due anni dopo protagonista, l’italiano Umberto Nobile effettua con il dirigibile Norge la trasvolata del Polo Nord.
 
Il 25 marzo, nella sede londinese della Royal Institution, dinanzi a scienziati e giornalisti, migliorando un primo esperimento effettuato l’anno precedente in privato, John Logie Baird, scozzese, manda in onda la prima trasmissione pubblica televisiva. In Italia, due anni dopo la prima Boncompagni Mariatrasmissione ufficiale dalla stazione romana di San Filippo per voce dell’annunciatrice Maria Luisa Boncompagni, dalle sedi di Roma e di Milano nascono le prime trasmissioni scientifiche e culturali a carattere periodico.
 
Alla fine dell’anno, venti mesi dopo l’allestimento a Centocelle, periferia della Capitale, di una stazione Marconi per trasmissioni di prova, l’Unione Radiofonica Italiana inaugura, a Napoli, la terza stazione nazionale. Il 1926 si verifica un evento che risulterà determinante, fino ai giorni nostri, nella vita e nello sviluppo socialeTarga URI ed economico dell’Ente di Stato radio-televisivo: la firma dell’accordo tra l’Uri e la Sipra, Società Italiana Pubblicità Radiofonica Anonima, per la gestione della pubblicità...          
 
 

 

Longevità e Sostenibilità

Lunga vita

 
 
LA PREVISIONE
 
Negli ultimi tempi
trovare qualche buona notizia
nel ‘’mare magnum’’
dell’informazione,
è diventata impresa ardua.
 
 
Di: Luigi Giovannini
 
Negli ultimi tempi trovare qualche buona notizia nel ‘’mare magnum’’ dell’informazione, che quotidianamente ci inonda attraverso tutti i canali-media, che la tecnologia mette a disposizione è diventata impresa ardua. Una di queste scaturisce dalla pubblicazione dei dati Eurostat sugli indicatori di sviluppo e benessere in ambito europeo e si riferisce all’ulteriore miglioramento delle aspettative di vita. Più in dettaglio, sulla base dei dati relativi al 2024, si rileva che in Europa la durata media di vita è salita a 81,7 anni, con una crescita di 0,3 anni rispetto all’anno precedente, cosa che consente di annullare l’impatto negativo determinato dalla pandemia di Covid-19.
La selva oscuraIn questo contesto l’Italia conferma di essere tra le nazioni con popolazione più longeva con un’aspettativa di vita di 84 anni e, a conferma della ‘’solidità‘’ del dato, si rileva anche un aumento dell’aspettativa di vita in buone condizioni di salute dopo i 65 anni. Risultati e traguardi demografici che normalmente tutti noi consideriamo quasi normali, ma che in realtà sono di grande valore se si pensa che poco più di un secolo e mezzo fa l’aspettativa di vita ruotava ancora intorno ai 35/40 anni. E a questo riguardo viene spontaneo pensare a Dante Alighieri, che iniziò a scrivere la Commedia nell’intorno del 1300 all’età di 35 anni con il famoso incipit: ‘’Nel mezzo del cammin di nostra vita.’’. Il sommo poeta pensava in cuor suo di poter raggiungere i 70 anni; traguardo che all’epoca era raggiungibile da pochissime persone, e infatti, per sfortuna sua (e anche nostra) dovette arrendersi alla dura realtà dopo 56 primavere.
Il processo di innalzamento progressivo delle aspettative di vita, come è noto, è un fenomeno relativamente recente nella storia dell’umanità, iniziato con la riduzione della mortalità infantile (ai tempi dell’Unità d’Italia moriva un neonato su quattro entro il primo anno di vita), e sviluppatosi contestualmente con la diminuzione progressiva di quella giovanile e adulta. Oggi traguardiamo la nostra aspettativa di vita a 85 anni con una probabilità superiore al 90% per un nuovo nato di arrivare a 65 anni.

Come dicevamo all’inizio questo è indubbiamente un bel ‘’pacchetto’’ di buone notizie, che si caratterizzano per la loro naturaWelfare Mano prevalentemente ‘’quantitativa’’. Ciò che rende il fenomeno meno roseo è l’aspetto ‘’qualitativo’’ del dato statistico, soprattutto se analizzato in chiave di prospettive future legate alle tendenze demografiche, all’evoluzione del welfare e della sua sostenibilità socio-economica. In sintesi, dopo aver preso atto con soddisfazione del ‘’quanto’’ siamo invecchiati, dobbiamo interrogarci sul ‘’come‘’ stiamo invecchiando e soprattutto sul ‘’come‘’ invecchieremo. E qui finiscono le buone notizie, o perlomeno rischiano di finire se non riusciremo a mettere in campo strumenti e misure adeguate.

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Parole "controcorrente", semplici e globali come la vita.

Corte Costituzionale
  
 
IL MESSAGGIO 
  
“La tua vita per me
è talmente importante
che voglio proteggerla
anche nei momenti
di maggior debolezza”.
  
  
 
Di: Ferdinando Garetto 
   
Fonte:
Logo Citta Nuova
Il messaggio è stato semplice, forte e profondamente umano. Accolto -va detto- con serietà e rispetto anche da chi nella controparte ha visioni diverse. Quattro malati affetti da patologie gravi e irreversibili hanno chiesto di poter intervenire nelle audizioni della Consulta della Corte Costituzionale su una nuova vicenda di suicidio assistito (che ne estenderebbe il diritto anche nei casi non dipendenti da trattamenti artificiali di supporto vitale) presentando un’istanza chiarissima: l’unico diritto da tutelare è il diritto alla vita.
ComodinoLe loro parole, riportate da molti quotidiani dei più diversi orientamenti, chiedono che l’autodeterminazione non sia la legge assoluta. Si aspettano uno Stato che dica “la tua vita per me è talmente importante che voglio proteggerla anche nei momenti di maggior debolezza”. Lo dicono con la forza delle relazioni umane e con la paura di una fragilità viziata dal dolore in cui possano essere “altri” a decidere al posto loro. L’esempio, riportato dagli avvocati che hanno sostenuto al loro causa, è diretto ed esplicito: “È come mettere una pistola carica sul comodino di chi sta male."
 
Loro la pistola non la vogliono. Anzi, la sola idea che gliela si lasci sul comodino – solo sul loro, perché sono malati – suona come offesa alla dignità, a dire “se ci ripensi, premi pure il grilletto, tanto la tua vita è disponibile perché vale meno di quella di tutti gli altri, che della vita non possono disporre (e infatti la pistola a loro mica gliela lasciamo…)”. Un messaggio decisamente controcorrente, ma che dà voce a un bisogno molto più diffuso di quanto non sia all’ordine del giorno dei notiziari e dei media.

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Come combattere il cancro, serata di "istruzioni per l'uso" promossa da ISAMARY

Comandone 25
   
LE ISTRUZIONI
  
Diffondere 
la cultura scientifica
e la speranza 
che deriva dai progressi 
della ricerca sul cancro.
Un’iniziativa chiave 
per la sensibilizzazione 
sul territorio della Val di Susa.
 
Serata con il Dottor A. Comandone
e la Professoressa V. Comunanza
 
   
Logo La Valsusa
 
A Condove, in Val di Susa,
un evento di grande rilevanza

La Valsusa Istruzioni

L’associazione Isamary Ricominciare a Volare ha promosso a Condove un evento di grande rilevanza nell’ambito dell’Ottobre Rosa, focalizzato sulla lotta contro il cancro e Logo Isa Maryl’importanza della ricerca traslazionale in oncologia. La serata informativa, intitolata “La ricerca traslazionale in oncologia: un ponte tra scienza e medicina”, ha visto una notevole affluenza di pubblico interessato a comprendere come le scoperte di laboratorio si traducano in cure oncologiche concrete per i pazienti. Esperti di spicco come il Dott. Comandone (oncologo e co-direttore della rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta) e la Prof.ssa Comunanza (ricercatrice a Candiolo e docente Unito) hanno saputo rendere accessibili al grande pubblico i complessi meccanismi che legano scienza e medicina. L’obiettivo è stato chiaro: diffondere la cultura scientifica e la speranza che deriva dai progressi della ricerca sul cancro, come sottolineato dalla presidente dell'Associazione Natalina Esmeralda De Luca. Un’iniziativa chiave per la sensibilizzazione sul territorio della Valle di Susa. 
 

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La passione per i confronti

SinnerFederer

 
LA TRADIZIONE
 
Proposta:
e se si guardasse
lo sport
con la passione
che meritano
i grandi campioni,
senza perdere tempo
a fare paragoni?
 
Di: Fabio Monti
 
Tramonta il 2025 e ritorna, come da tradizione, la passione per i confronti fra campioni di uno stesso sport o anche di sport così diversi, da far fatica a trovare un punto di contatto.
La ricerca del più bravo, del più forte, del migliore in senso relativo o assoluto è diventata quasi un’ossessione. Jannik Sinner, che a 24 anni ha giocato le quattro finali del Grande Slam, vincendo in Australia a gennaio e a Wimbledon in luglio, prima di laurearsi «Maestro dei maestri» a Torino, ha finito per battere la concorrenza mondiale. Paragoni rischiosi, perché il mondo cambia e cambia anche quello dello sport: racchette, allenamenti, preparazione, tutto è stato modificato dai tempi di Rod Laver, di Bjorn Borg oppure di John McEnroe, ma anche di Roger Federer, mentre è fantastica la voglia di non uscire di scena di Nole Djokovic. Intanto già ci si chiede se Sinner sia destinato a diventare il più grande tennista di sempre oppure se qualcuno, sia esso calciatore, corridore, pallavolista, cestina e/o affine sia stato almeno alla sua altezza in questi dodici mesi.
C’è un altro campione che qualcuno vorrebbe considerare sin d’ora il “più migliore” di sempre, almeno in bicicletta: Tadej Pogacar, sloveno, 27 anni, capace di vincere nelFogacarCoppi 2025 Tour de France, campionato mondiale ed Europeo, più Giro delle Fiandre, Freccia Vallone, Liegi-Bastognd-Liegi, Giro di Lombardia, senza dimenticare il terzo posto nella Sanremo e il secondo a Roubaix. 
Quando è in bici e attacca, sembra non fare nemmeno fatica a staccare chi gli sta a fianco; quando decide di accelerare, se ne va con irridente facilità e poco importa se al traguardo mancano 70 o 50 chilometri.
Tutto questo fa pensare che questo ragazzo sloveno sia meglio di Fausto Coppi e di Eddy Merckx, il cui confronto a distanza alimentò una geniale definizione coniata da Gian Paolo Ormezzano: «Coppi il più grande, Merckx il più forte». Di Pogacar si potrebbe dire: «il più moderno», vista la qualità delle biciclette e delle strade attuali. Senza dimenticare che Fausto Coppi, classe 1919, era stato costretto a fare i conti con la Seconda guerra mondiale, che gli aveva fatto perdere gli anni migliori, dopo il successo nel Giro del 1940. Oppure ricordando che Merckx a cronometro risulta essere stato più bravo dello sloveno, almeno per ora e anche per il record dell’ora del 1972 in Messico.

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La persona e l’ambiente: tra contaminazione ambientale e inquinamento psichico

Giardini 1
 
 
LA DOMANDA
 
 
Potrebbe essere
interessante chiedersi
cosa possa succedere
se il giardino
che abbiamo sempre coltivato,
che abbiamo annaffiato con cura
e sul quale abbiamo lavorato,
che raccoglie ricordi e memorie,
improvvisamente diventasse
un luogo poco sicuro.
 
 
Di: G. Francioso, G. Pitti, C. Grimaldi, M. Gonella
 
“So anche,” disse Candido, “che dobbiamo coltivare il nostro orto.” “Avete ragione,” disse Pangloss, “quando l'uomo fu posto nel giardino dell'Eden, ci fu posto ut operaretur eum, perché lo lavorasse; il che dimostra che l'uomo non è nato per il riposo”. “Lavoriamo senza ragionare”, disse Martino, “è l'unico modo per rendere sopportabile la vita.”
Introduzione
Voltaire chiude l’opera di Candido sostenendo che “dobbiamo coltivare il nostro giardino”. A questo proposito, potrebbe essere interessante chiedersi cosa possa succedere se ilVoltaire giardino che abbiamo sempre coltivato, che abbiamo annaffiato con cura e sul quale abbiamo lavorato, che raccoglie ricordi e memorie, improvvisamente diventasse un luogo poco sicuro, in cui l’equilibrio vacilla e la quotidianità viene compromessa? Se l’erba tutt’un tratto seccasse, se la terra ingrigisse, se piovesse polvere.
 
Quest’immagine potrebbe prestarsi nell’evocare con nitidezza alcune delle sensazioni che accompagnano la vita in un Sito Contaminato.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) definisce “Sito Contaminato” tutte quelle aree di territorio in cui si evidenzia un’alterazione di suolo, sottosuolo o acque sotterranee, tale da costituire un pericolo per la salute (ISPRA, 2024). In ambito europeo è stata stimata la presenza di circa 342.000 siti contaminati, e solo il 15% di questi è sottoposto a interventi di risanamento ambientale.
 
In Italia, i Siti di Interesse Nazionale (SIN) sono 42. Alcuni tra questi sono la città di Casale Monferrato, Taranto, Biancavilla, Venezia (Porto Marghera). A livello Nazionale, la cartina che disegna i SIN evidenzia come questi siano presenti sull’intero territorio italiano, evidenziando la necessità di prestare attenzione alla salute fisica e psichica degli abitanti di queste città, in cui il confine tra zona sicura e pericolo è estremamente sottile. 

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PREVENZIONE SERENA, lo screening di fiducia

Prevenzione Serena Screening

 
 
 
 
LA QUALITÀ
 
Prevenzione Serena
 
è il programma organizzato
di screening
della Regione Piemonte
per la prevenzione
e la diagnosi precoce
dei tumori della mammella,
della cervice uterina
e del colon-retto.
 
 
 
 
Logo Prevenzione Serena
Logo Regione
Prevenzione Serena offre controlli periodici (test di screening):
• alle donne tra i 45 e i 75 anni per la diagnosi precoce del tumore della mammella;
• alle donne tra i 25 e i 64 anni per la prevenzione del tumore della cervice uterina;
• alle donne e agli uomini tra i 50 e i 69 anni per la prevenzione del tumore del colon-retto.
I test di screening sono gratuiti, efficaci e sicuri.
Oltre ai test, Prevenzione Serena garantisce, sempre gratuitamente, tutti gli esami di approfondimento e gli eventuali interventi terapeutici.
Tutto il percorso dello screening rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Lo screening consente di diagnosticare tumori in fase iniziale, quando non ci sono sintomi. In questi casi le cure iniziano tempestivamente, i trattamenti sono meno invasivi e le possibilità di guarigione maggiori.
Per i tumori della cervice uterina e del colon-retto, lo screening ha soprattutto la capacità di rilevare lesioni pre-tumorali, che possono essere trattate a livello ambulatoriale, evitando che si trasformino in cancro.

Pagina Numero Verde Prevenzione Serena
SCEGLI ANCHE TU
L’obiettivo dello screening è identificare precocemente e prevenire i tumori, contribuendo a ridurre in modo significativo la mortalità per cancro della mammella, della cervice uterina e del colon-retto.
Prevenzione Serena promuove il diritto a una SCELTA CONSAPEVOLE per la partecipazione ai programmi di screening.
Questo significa fornire tutte le informazioni necessarie in modo chiaro, accurato e bilanciato.
In questo opuscolo sono riportate tutte le informazioni indispensabili per scegliere in modo consapevole se prendere parte o meno al programma di screening.
 
 

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Alcol e cancro

 
Salute e Vino
 
LO STUDIO
 
L’alcol
è riconosciuto
come sostanza cancerogena
dagli anni ’50
del secolo scorso,
anche se bere
una quantità giornaliera
moderata di alcol
non sembra essere pericoloso.

 

Di: Alessandro Comandone

      Sc Oncologia ASL città di Torino. Accademia di Medicina Torino

      Tiziana Comandone

     Farmacia Ospedaliera Ospedale Mauriziano Torino

 
RIASSUNTO
 L’alcol è riconosciuto come sostanza cancerogena dagli anni ’50 del secolo scorso. L’azione può essere di cancerogeno diretto non come alcol etilico, ma come metaboliti di primo e secondo livello quali acetaldeide e acetato.
Ma esistono anche azioni indirette mediate dal sinergismo con altri cancerogeni (benzopireni presenti nei cibi, catrami e prodotti della combustione del fumo di sigaretta) che vengono sciolti dall’alcol penetrando nei tessuti bersaglio. Ancora diversa è l’azione legata alla trasformazione del microbiota intestinale da alcol con predisposizione ai tumori del colon o alla iperproduzione di estrogeni ectopici per aumento dell’attività dell’aromatasi, responsabili di tumori della mammella.Alcol danni
L’epidemiologia dei tumori da alcol è dunque molto ampia: coinvolge gli organi digestivi alti (cavità orale, orofaringe, ipofaringe, laringe) l’esofago cervicale e toracico, il fegato (in associazione a epatiti da virus o da aflatossine), il pancreas e la mammella.
La cancerogenicità da alcol è legata al profilo clinico e genetico del paziente, alla dose quotidiana di alcol assunto, dagli anni di assunzione e dalla concentrazione alcolica delle bevande normalmente assunte. Seguendo le indicazioni dell’OMS bere una quantità giornaliera moderata di alcol (125 cc di bevanda è equivalente a 30 g/die) non sembra essere pericoloso. Vanno invece evitati gli eccessi e gli abusi.
 
ABSTRACT
Alcohol is well known cancerogenic agent, not as a direct agent (ethylic alcohol is not carcinogenic) but as a metabolic derivate (acetaldehyde and acetate). Many different actions are recognised: synergism of alcohol with cigarette smoking products as benzopyrene; the interaction with procancerogenic agents in foods as aphlatoxins, increased action of hepatitis viruses, augmented production of estrogens from the aromatase producing tissues. Many cancers are related to alcohol consumption: head and neck cancers, oesophageal tumours, liver and pancreatic carcinomas, breast cancer. Alcohol can determine cancers promotion in reason of the daily dose, the alcohol concentration, the years of drinking. A daily quantity of 30g is accepted by WHO as normal diet introduction in an adulthood without comorbidities.
 
INTRODUZIONE
Dagli anni 1950 è stato riconosciuto un rapporto causale tra consumo di alcol e cancro. Gli organi più predisposti a una trasformazione oncologica dopo consumo eccessivo di alcol sono la cavità orale, il faringe, l’esofago, il fegato, il colon retto e le mammelle. (1,2)
Alcol  FumoPurtroppo, l’importanza dell’alcol come cancerogeno è sottostimata, anche se, sin dal primo storico studio di Doll e Peto (1) l’alcol è stato identificato come uno dei più importanti cancerogeni dopo il fumo di tabacco, le infezioni croniche e il sovrappeso. Dopo le aflatossine, l’alcol è il fattore assunto con l’alimentazione maggiormente responsabile per tumori umani. (3, 4)
In questo nostro articolo cercheremo di spiegare l’eziopatogenesi dei tumori secondari all’uso dell’alcol e descriveremo i tumori più comunemente correlati all’impiego degli alcolici. (1, 2, 3, 4)

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