Le conseguenze “sottotraccia” delle crisi geopolitiche attuali

IL PERIODO
È ormai opinione
largamente diffusa
tra analisti e commentatori:
stiamo vivendo
uno dei periodi
più difficili a
livello planetario.
Di: Luigi Giovannini
È ormai opinione largamente diffusa tra analisti e commentatori: stiamo vivendo uno dei periodi più difficili a livello planetario. Crisi politiche, isolazionismo diffuso, diritto internazionale disatteso, parlamenti esautorati e bypassati, autocrazie e “democrature” imperanti e…. la terza guerra mondiale ‘’a pezzi’’ di Papa Francesco.
Uno degli aspetti più negativi del momento attuale, anche se non viene evidenziato con l’importanza che meriterebbe, è la progressiva perdita di efficacia degli organismi internazionali e sovranazionali: le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità appaiono ormai agli occhi dell’opinione pubblica come enti desueti, incapaci di perseguire adeguatamente i loro obiettivi, quasi ridotti a inutili sovrastrutture. Subiscono, possiamo dire per ‘’contagio’’, la crisi attuale dei sistemi democratici, che appaiono in grande sofferenza in larga parte del mondo, anche in paesi tradizionalmente e storicamente considerati esempi e baluardi di democrazia (USA in primis). La lentezza e laboriosità dei processi decisionali democratici, i delicati e sofferti equilibri dei poteri istituzionali paiono inconciliabili con la velocità di evoluzione della società,
a sua volta spinta da un progresso tecnologico vorticoso per rapidità ed intensità. E cosi le spinte isolazioniste ed autocratiche portano all’abbandono delle collaborazioni (e dei finanziamenti) nei grandi organismi internazionali, che avevano ed hanno per obiettivo finale lo sviluppo pacifico del pianeta attraverso il miglioramento delle condizioni socio-economiche dei paesi e delle popolazioni più povere.
a sua volta spinta da un progresso tecnologico vorticoso per rapidità ed intensità. E cosi le spinte isolazioniste ed autocratiche portano all’abbandono delle collaborazioni (e dei finanziamenti) nei grandi organismi internazionali, che avevano ed hanno per obiettivo finale lo sviluppo pacifico del pianeta attraverso il miglioramento delle condizioni socio-economiche dei paesi e delle popolazioni più povere.Al riguardo tra gli esempi recenti più significativi vi è la decisione dell’amministrazione Trump di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo smantellamento dell’USAID (United States Agency for International Development), fondata da J.F. Kennedy negli anni sessanta del secolo scorso. Secondo l’OMS questa decisione avrà effetti gravissimi sulla salute e sulla sopravvivenza delle popolazioni più povere del pianeta. Un esempio su tutti riguarda la malaria, che ha registrato nel 2023, nonostante i progressi degli ultimi decenni 263 milioni di casi con 600mila decessi, il 90% dei quali nei paesi dell’Africa Sub-Sahariana (dati OMS).
Nel 2024 gli Stati Uniti hanno erogato finanziamenti per la lotta alla malaria pari a 1 miliardo di dollari: un piano di copertura sanitaria che prevedeva la protezione a 360° di una popolazione di oltre 50 milioni di persone. L’USAID ha stimato che la cancellazione dei programmi di finanziamento potrà comportare 18 milioni di casi di malaria in più all’anno, corrispondenti a oltre 160.000 decessi.
Nella figura 1 viene sintetizzata la distribuzione dei finanziamenti per la lotta alla malaria: il contributo degli Stati Uniti vale il 36% del totale;
quello dei paesi poveri colpiti dalla malaria il 34%; il restante 30% è coperto dagli altri paesi sviluppati. La figura 2 mostra invece i progressi conseguiti negli ultimi 2 decenni dalle iniziative anti-malariche con una costante e significativa riduzione del numero delle infezioni, fatta eccezione per il periodo di diffusione dell’epidemia COVID.
quello dei paesi poveri colpiti dalla malaria il 34%; il restante 30% è coperto dagli altri paesi sviluppati. La figura 2 mostra invece i progressi conseguiti negli ultimi 2 decenni dalle iniziative anti-malariche con una costante e significativa riduzione del numero delle infezioni, fatta eccezione per il periodo di diffusione dell’epidemia COVID.Risultano sostanzialmente stazionari dal 2000 in poi i decessi, che scontano tuttavia un incremento della popolazione a rischio stimata nell’intorno del 2% all’anno (dati OMS).
La decisione improvvida dell’amministrazione trumpiana rischia cosi di compromettere irrimediabilmente i significativi progressi delle azioni antimalariche degli ultimi decenni.
Ma purtroppo questo è soltanto un esempio: il taglio dei finanziamenti americani non riguarda soltanto i contratti a supporto delle iniziative contro la malaria, ma anche altre malattie come tubercolosi, HIV/AIDS, Ebola, Poliomielite, il sostegno all’alimentazione ed altro ancora. Trattasi, sempre secondo i dati dell’OMS, di 5.800 finanziamenti pluriennali su 6.200 oltre ad altri finanziamenti approvati dal Dipartimento di Stato.Giova ricordare che questi finanziamenti finalizzai ad opere umanitarie avevano anche sotteso lo scopo di far apparire e risaltare l’immagine etica dell’operatività americana nel mondo; immagine spesso offuscata agli occhi della opinione pubblica internazionale a causa di operazioni di tutt’altro genere nel corso dei decenni trascorsi (Vietnam, Iraq, Afghanistan…). Purtroppo il grande clamore mediatico suscitato dalle crisi geopolitiche e dagli eventi bellici degli ultimi tempi hanno fatto passare “sottotraccia” la decisione drastica dell’amministrazione
americana di cancellare i finanziamenti all’OMS; decisione che non ha solo pesanti conseguenze immediate sull’operatività dell’organizzazione umanitaria, ma che avrà inevitabilmente anche negative ripercussioni negli anni a venire sui flussi migratori dalle aree povere del mondo da parte di popolazioni disperate alla ricerca di un loro diritto: la sopravvivenza dalla fame e dalle malattie. Decisioni quindi che impattano negativamente sui principi etici che sono (o dovrebbero essere) alla base della nostra cultura e civiltà, vale a dire l’uguaglianza dei diritti fondamentali dei popoli: la vita, la salute, il cibo.
americana di cancellare i finanziamenti all’OMS; decisione che non ha solo pesanti conseguenze immediate sull’operatività dell’organizzazione umanitaria, ma che avrà inevitabilmente anche negative ripercussioni negli anni a venire sui flussi migratori dalle aree povere del mondo da parte di popolazioni disperate alla ricerca di un loro diritto: la sopravvivenza dalla fame e dalle malattie. Decisioni quindi che impattano negativamente sui principi etici che sono (o dovrebbero essere) alla base della nostra cultura e civiltà, vale a dire l’uguaglianza dei diritti fondamentali dei popoli: la vita, la salute, il cibo.Siamo arrivati all’applicazione dell’intelligenza artificiale; vogliamo continuare a sperare di non perdere quella umana.
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