Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Questo sito potrebbe utilizzare cookie, anche di terze parti, per inviarti messaggi promozionali personalizzati. 
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, accedi alla Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.
Get Adobe Flash player

La speranza di pace dell’hospice

Sostegno Hospice
  
 
IL RACCONTO 
  
Il signor L.,
entrato con una lettera
di trasferimento
che parlava
di demenza “end stage”, 
da tenere sedato
con gli psicolettici...
  
  Di: Ferdinando Garetto 
 
   
Il signor L., entrato con una lettera di trasferimento che parlava di demenza “end stage”, da tenere sedato con gli psicolettici, da diversi giorni nel clima di famiglia dell’hospice non ha più necessità di farmaci.
Gruppo AiutoÈ diventato amico di tutti, ogni tanto si perde ma sono sufficienti una parola e un sorriso a ricondurlo alla sicurezza della sua stanza. Racconta volentieri delle sue montagne, del suo lavoro, della sua famiglia. Si rabbuia il mattino dei primi bombardamenti visti nelle “breakingnews” della televisione: lo commenta in modo lucido e sapienziale “ora bombarderanno sempre di più, ma non con le bombe di una volta che erano piccole… queste sono più grandi e distruggono tutto. E dalla guerra nascono nuove guerre. E dalle guerre tanti muoiono: presto o tardi chiameranno anche i militari italiani”. I ricordi si intrecciano in modo nitido con il suo essere bambino al tempo della seconda guerra mondiale. Racconta di tanti morti, anche nella sua famiglia. Pensieroso conclude “speravamo che sarebbe stato diverso, ma purtroppo...”.
 
Un signore 50enne, apparentemente burbero, parente di una ricoverata, entra nello stanzino dei medici con le lacrime agli occhi. C’è tanto dolore per una vita cara che si staPanchina concludendo poco più in là. Ma il dolore più grande, che lo fa piangere è quello che esprime con le parole forti di un grido: “Come fa Dio a non essersi ancora stancato di questo mondo pazzo?”. Lui stesso si dà una risposta sorprendente: “forse solo perché ci sono posti come questo, dove si vive il rispetto, la cura, la tenerezza. Dove ogni persona e ogni vita hanno valore”.
 
In questi giorni è impossibile non avere il cuore pesante per i messaggi che arrivano da tanti cari amici che vivono la crudeltà della guerra. Circolano richieste di aiuti e tentativi di risposta tempestiva. Ma altrettanto concreta e urgente appare la richiesta accorata di non interrompere la “preghiera potente”, che smuova i cuori, che ricostruisca i rapporti, che curi le ferite delle nuove generazioni. E di nuovo torna questo misterioso legame con l’hospice: ci chiedono di pregare in modo particolare lì, insieme con i malati, con le loro famiglie, tutti insieme, anche di diverse religioni, culture, idee.
Colomba PacePerchè “lì dove c’è il dolore, la preghiera è più potente. Lì dove la terra è più vicina al cielo si conosce il valore della vita”.
 
E da questo è nata una piccola idea: nel nostro hospice Cottolengo di Chieri faremo una prima “preghiera per la pace”. La proporremo a tutti, radunandoci in comunità, ma in primo luogo ai malati. Sapendo che la loro è la preghiera più preziosa. Potrà diventare un appuntamento regolare, aperto a chi vorrà unirsi.
 
Diceva Cicely Saunders, fondatrice del primo hospice moderno e delle cure palliative, in uno dei suoi ultimi interventi pubblici: «Sulla mia scrivania tengo in una cornice la fotografia di un crocifisso che si trova nella cattedrale di Varsavia, rasa al suolo e poi ricostruita. Il crocifisso è stato bruciato, bombardato e colpito con dei proiettili (...) Sta lì come a ripetermi «Questo è quanto Varsavia fece a Dio» e «Questo è quanto Dio, all’infinito, condivide con noi».
Risuonando quanto scriveva dalla prigione Dietrich Bonhoeffer: «solo un Dio che soffre può essere d’aiuto».

 

 

Cerca nel Sito

Scegli la Prevenzione

Cosa Abbiamo Fatto nel 2024

Aiutaci con il 5 x 1.000

Manuale del Caregiver Ed. 2025

Chi Siamo - GITR - O.D.V.

Ma è vero che?

Notizie Flash

  •  
    RETE ONCOLOGICA
    PIEMONTE
    E VALLE D'AOSTA
     
     
    12
     
    MODI
    PER RIDURRE
    IL RISCHIO
    DEL CANCRO
     
    SCOPRI IL 
    CODICE EUROPEO
    CONTRO IL CANCRO
     
    Leggi tutto...  
  •  
    NELLA CIVILTÀ
    DEGLI SPRECHI
    SALVIAMO ALMENO 
     
    I FARMACI
     
    CHE NON SONO
    ANCORA SCADUTI
     
    Si dice, con ragione, che la nostra sia la civiltà degli sprechi. Purtroppo, tra i tanti si devono annotare i farmaci.
     
    Leggi tutto...  
  •   
    La Farmacia Oncologica
    e il ruolo del Farmacista
     
    Necessaria una più stretta
    collaborazione
    tra le diverse figure
    professionali della Sanità
    dopo la riclassificazione
    dei farmaci ex OSP 2.
     
    Leggi tutto...

2nd Meeting Onconephrology

AVIS - Inserto S.S.N.

100 Domande 100 Risposte

Chi è on-line

Abbiamo 14 visitatori e nessun utente online