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Sanità pubblica: il problema della sostenibilità

Sanit

 
L'ANALISI
 
Molti gli eventi
che mettono a “dura prova”
un possibile rientro
di una gestione più razionale
ed equlibrata soprattutto
nell’ambito del SSN
(Servizio Sanitario Nazionale)

 Di: Luigi Giovannini

 
 
Non è necessaria una lunga premessa per introdurre il tema: le cronache e sovente anche le esperienze personali, stanno a testimoniare quasi quotidianamente come l’argomento sia di estrema attualità e gravità. I ‘’risparmi‘’ sulla sanità, i dibattiti e le polemiche tra Governo e Regioni su quanto e come conseguirli, come pure le attese e le code per controlli e trattamenti, i costi elevati delle cure, che rischiano di lasciare senza assistenza migliaia di pazienti (vedasi di recente il caso dei trattamenti per i malati di Epatite C), sono temi all’ordine del giorno con sempre maggiore frequenza. Il problema presenta molteplici aspetti ed è conseguentemente difficile trovare ricette miracolose per una soluzione rapida ed univoca. 

Un primo aspetto strutturale, che è contemporaneamente causa ed effetto della sostenibilità economica in ambito assistenziale, riguarda il progressivo invecchiamento della popolazione. In Italia abbiamo ormai una speranza di vita tra le più elevate al mondo e questo, costituisce non soltanto un positivo indice demografico, ma anche ‘’l’effetto’’ della condizione socio-economica di una popolazione, delle sue condizioni di vita, del tasso di sviluppo del paese e del suo sistema sanitario-assistenziale.
Per contro, una popolazione ultra sessantenne che si avvicina al 30% del totale può rappresentare evidentemente un rischio significativo (o ‘’concausa’’) di insostenibilità del sistema socio-sanitario.
 
Un secondo aspetto, sempre di carattere strutturale, è legato alla crescita economica in quanto siamo coinvolti in una crisi lunga e difficile, dalla quale l’Italia fa molta fatica ad uscire, tantè che ha pesantemente ‘’drenato’’ le risorse disponibili anche per il ‘’welfare’’ e, in particolare, per l’ assistenza sanitaria che assorbe oltre 3/4 dei bilanci regionali su cui grava la spesa pubblica. 
 
 

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