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Le vite incrociate di Ugo e Raimondo

Tognazzi e Vianello

 
LA CARTOLINA
 
Di: Augusto Frasca
  
Li univa la primavera del 1922.
Erano nati a poco più
di un mese di distanza l'uno dall'altro.
Il primo, Ugo,
il ventitré marzo, a Cremona.
L'altro, Raimondo,
il 7 maggio, a Roma.
 
 
In quella che risultò essere la congiuntura più drammatica della storia nazionale, le loro vite si incrociarono per la prima volta a ventuno anni, entrambi tra le fila della Repubblica Sociale Italiana. Andò peggio a Raimondo, rinchiuso, assieme a futuri protagonisti del mondo dello spettacolo come Giorgio Albertazzi, Dario Fo, Walter Chiari, Enrico Maria Salerno, ad un giovanissimo Pino Dordoni, olimpionico di marcia nel decennio successivo, nel campo di concentramento di Coltano, due passi da Pisa. Si ritrovarono dieci anni dopo dinanzi alle telecamere di una RAI da pocoUn due tre alle prese con lo strumento tecnologico che di lì a poco avrebbe invaso case e famiglie suggerendo, rivoluzionando e condizionando abitudini e rapporti dell'intera società italiana. Dal 1954, fino al 1959, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello furono tra i dominatori delle scene televisive nazionali. Lo spettacolo più noto della coppia, Un due tre, fu quanto di meglio realizzato nella storia del varietà televisivo.
Ma fu proprio una puntata del loro spettacolo – la parodia, dissacrante, di un incidente accaduto alla Scala al presidente della Repubblica Gronchi in occasione della visita del collega francese Charles De Gaulle – a comprometterne la durata: in meno di ventiquattrore, dagli uffici di via Teulada, una telefonata del direttore generale Ettore Bernabei annunciava l'allontanamento dei due attori dagli schermi dell'Azienda di Stato.
 
Come sovente accade nei casi della vita, quell'allontanamento fu fortuna per entrambi. Già impegnato nel 
Che barbateatro di rivista e nel cinema, Raimondo Vianello trovò velocemente la propria consacrazione professionale proprio attraverso gli schermi televisivi, prima nella RAI, primeggiando per stile innato e irresistibile simpatia nella conduzione di programmi di rilevante successo come Canzonissima, e successivamente, a partire dal 1985, nel Canale 5 della Fininvest, rete in cui, assieme a Sandra Mondaini, sposata nel 1962, sarebbe entrato per un ventennio nelle abitazioni di mezza Italia con l'esilarante serie di Casa Vianello, uscendone con l'incontrastato marchio di 'coppia più amata dagli italiani'.

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Attività fisica e tumori... perchè no?

Sport in casa
 
 
LA DOMANDA
 
 
Anche i malati
possono praticare attività fisica,
indipendentemente
dalla patologia?
 
E questo vale anche
per i malati di tumore?
 

Di: Davide Deangelis

È opinione diffusa che praticare attività fisica prevenga molte malattie, tempri l'organismo contro patologie proteiformi, preservi dagli agenti infettivi più resistenti, sia consigliabile ad ogni età ed in qualsiasi momento della nostra vita.
Quotidianamente, si impegnano in sport ed in complessi esercizi ginnici, donne in gravidanza, anziani, malati. Ma tali convinzioni ed i comportamenti che ne conseguono, a quali fondamenti scientifici attingono la propria ragion d'essere? Da quali evidenze scaturiscono i propri assunti? Davvero la ginnastica può sortire effetti onnicomprensivi ed universali, indipendentemente dall'età anagrafica, l'intelligenza motoriaMontagna acquisita in vita, le caratteristiche genetiche di cui si dispone, lo stato di salute di cui si gode? Anche i malati possono praticare attività fisica, indipendentemente dalla patologia? E questo vale anche per i malati di tumore?
Senza addentrarci sulle ragioni che hanno trasformato il concetto sociale di salute e per converso quello di malattia, mitigandone la categorizzazione formulata dall'OMS circa 40 anni fa sulla antinomia salute/malattia, occorre tuttavia considerare quanto siano radicati i pregiudizi inerenti al potere preventivo e terapeutico dell'attività fisica, in tutte le sue forme, e quelli riguardanti lo status di malato oncologico, quasi fosse una tipologia antropologica cristallizzata ed immutabile. In realtà, è ragionevole ritenere che lo sport, l'attività fisica, la ginnastica o più semplicemente il movimento possano essere utili alla salute psicofisica di ogni paziente affetto da neoplasia, ovviamente se ridimensionato alle sue condizioni cliniche.
 
L'epidemiologia denuncia un aumento dell'incidenza mondiale di malati di tumore, associata ad una Tapis Roulantmaggior sopravvivenza: se ne deduce che nel futuro avremo più pazienti oncologici, con stadi evolutivi più durevolmente liberi da malattia e con sintomi interferenti la qualità di vita, meglio controllati. In effetti, da quanto emerge dai sondaggi e questionari censiti nelle strutture ospedaliere, territoriali e domiciliari i deficit della deambulazione, connessi al calo di forza, correlato alla fatigue e agli impedimenti motori dipendenti dalle menomazioni fisiche o derivanti dagli interventi chirurgici, nonché la terapia farmacologia o la progressione stessa della malattia, risultano essere l'impaccio motorio, la disabilità emotivamente più sofferta.

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La cardiotossicità dei farmaci chemioterapici in oncologia

Cuore

 
 
L'INFORMAZIONE
 
Questo Articolo 
numero 3) 
riguarda la classe di farmaci
più antica e che più caratterizza
le terapie oncologiche:
la chemioterapia.
 
Clicca QUI per leggere i
 
 
 
Di: Alessandro Comandone - Tiziana Comandone
 
Il terzo capitolo sulla cardiotossicità dei farmaci antitumorali riguarda la classe di farmaci più antica e che più caratterizza le terapie oncologiche: la chemioterapia.
Il termine chemioterapia non è recente: venne coniato dal Paul Ehrich, illustre medico tedesco insignito del Premio Nobel nel 1909 che inventò il termine chemioterapia, comprendendo sotto tale nome qualsiasi farmaco sintetizzato chimicamente atto a controllare sia la crescita tumorale che di microorganismi, siano essi batteri, virus o protozoi.
Oggi i sulfamidici per le infezioni batteriche, la clorochina per la malaria, tutti i farmaci antivirali appartengono alla classe dei chemioterapici.
Sicuramente però l’Oncologia con più di 40 molecole di farmaci chemioterapici a disposizione fa la parte del leone.
I farmaci chemioterapici possono essere totalmente sintetizzati per via chimica, oppure estratti dal mondo vegetale e poi riprodotti in laboratorio per via di processi chimici. In questo caso parliamo di molecole semisintetiche come il Taxolo o la Vincristina.
I chemioterapici, a differenza dei farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapici dei quali abbiamo scritto nelle edizioni precedenti si distinguono nella loro attività antitumorale non perché abbiano un bersaglio cellulare preciso da colpire, ma perché inibiscono in termine generale tutte le cellule in replicazione impedendone la duplicazione. È dunque un’attività aspecifica che si basa sulla scoperta realizzata nel secolo scorso che le cellule tumorali,Chemioterapici 1proprio per la loro aggressività e velocità di crescita hanno un indice replicativo generalmente più elevato dei tessuti normali.
Questo assunto purtroppo non è sempre vero: alcuni tumori si replicano molto lentamente, ad esempio le leucemie croniche o i tumori scirrosi o i carcinomi molto ormonodipendenti della mammella, mentre alcuni tessuti normali hanno una cinetica replicativa molto vivace come ad esempio le cellule del midollo osseo, il capillizio, le cellule di rivestimento intestinali.
Ecco per quale motivo la chemioterapia causa inevitabilmente dei danni ai tessuti sani con anemia, neutropenia (calo dei globuli bianchi), alopecia, diarrea.
Il cuore non avendo cellule in rapida replicazione è parzialmente protetto dalla tossicità da chemioterapici, ma purtroppo vi sono classi di chemioterapici che con azioni differenti soprattutto di tipo ossidativo, causano gravi danni cardiaci.
 
Le Antracicline
Le antracicline sono una classe di farmaci chemioterapici tra i più implicati nella tossicità cardiaca.
Appartengono a questa classe l’Adriamicina, grande prodotto della ricerca Italiana, l’epirubicina, la idarubicina, la doxorubicina liposomiale.
Le antracicline sono farmaci fondamentali nel trattamento dei tumori della mammella, dei linfomi, dei sarcomi e dei tumori pediatrici.
La tossicità cardiaca da antracicline può essere acuta o cronica.
La forma acuta si verifica rapidamente dopo la somministrazione del farmaco, non è dose correlata e può causare miocardite, aritmie o più raramente pericardite. 

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Un "portasigarette"... allunga la vita

Bruno Segre

 
IL QUADRETTO
 
Di: Gianni Romeo
 
La storia di Bruno Segre,
104 anni, che racconta
quando fuggì dal carcere
e la pallottola destinata a lui
fu deviata dal regalo
della mamma.

 

L’occasione di un viaggio in auto con un Grande Vecchio, ve lo assicuro, è stata un bel regalo della sorte. Lui, nome Bruno Segre, entra subito in tema: perché ti stupisci dei miei 104 anni? Li compirò ai primi di settembre a dire il vero, una donna forse direbbe 103 o magari 100 che è una cifra tonda, ad effetto, ma quale differenza fa? Gli anni sono quelli che senti dentro, nella testa e nel cuore, nei ricordi, come hai riempito la valigia nel Giorgio Boccatuo viaggio, altrimenti sono un numero vuoto. Questo e altro mi dice, porta quel suo “contenitore” taglia 104 senza mostrare fatica. Scopri che ci trovi dentro un partigiano, un giornalista, un avvocato, un politico, un leader dei diritti civili…
La meta è Dronero, provincia di Cuneo, un pilota attento e veloce il giusto come Massimo ci porta a un appuntamento con la storia. Si va all’intitolazione di una piazzetta gentile nella cittadina che resterà per sempre quella di Giovanni Giolitti ma diventa un po’ anche quella Monetti, ingegnere, ha molto tempo libero dice lui, perciò oltre a fare il docente al Politecnico torinese e seguire altre attività professionali, si è inventato una nicchia dove la cultura sta trovando bella accoglienza.
Chi più fa più trova tempo per fare, quel detto non invecchia. Alessandro figlio di Massimo, brillante laureato in filosofia, divoratore di libri, un giorno dice a papà: lo sai, Giorgio Bocca era nato a Cuneo, ha percorso la via del giornalismo come un missile, dal Giorno è andato a fondare Repubblica con Scalfari, ma molto prima aveva fatto nella nostra Val Maira, proprio sopra Dronero, la guerra partigiana. Perché nessuno qui lo ricorda?

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Fondazione AIOM - A proposito di sport e tumori

F AIOM   Sport e tumori
 
IL MOVIMENTO
  
L’esercizio fisico
andrebbe prescritto
come una medicina...
 
Il movimento può essere
altrettanto efficace
di un farmaco per il cancro
e per le malattie cardiovascolari.
 
Jennifer Foglietta
SC Oncologia Medica e Traslazionale
Ospedale Santa Maria di Terni (TR)
 
Lorena Incorvaia
UOC Oncologia Medica;
Dipartimento di Biomedicina,
Neuroscienze e Diagnostica Avanzata (Bi.N.D.);
Università degli Studi di Palermo
 
 Logo Aiom Fondazione
Come agisce
L’attività fisica agisce su alcuni meccanismi essenziali dell’organismo, come il metabolismo energetico e ormonale, l’infiammazione, il sistema immunitario.
 
Innanzitutto è bene distinguere tra due tipi di attività fisica: - AEROBICA - ANAEROBICA. L’attività fisica aerobica si attiva dopo circa 3-4 minuti di sforzo intenso e si stabilizza dopo 20 minuti. L’attività aerobica regolare aiuta a ridurre l’indice di massa corporea e quindi, in modo indiretto, a prevenire i tumori legati al sovrappeso e all’obesità. Nell’attività fisica anaerobica, con cui i muscoli si allenano e si rinforzano, non c’è accelerazione del battito cardiaco. Questo tipo di attività fisica è meno efficace in termini di prevenzione delle malattie, in particolare di quelle cardiovascolari edCorsa oncologiche.
 
Attività aerobica
• Sforzo moderato per un periodo di tempo prolungato (si attiva dopo 3-4 minuti e si stabilizza dopo 20 minuti) • Migliora il sistema cardiovascolare e il sistema cardipolmonare • Aumenta il metabolismo ossidativo dei grassi
 
Attività anaerobica
• Sforzi intensi ma di breve durata • Favorisce l’aumento della forza e della potenza muscolare e l’aumento della massa magra
 
Ginnastica1Durante l’attività fisica aerobica l’aumento del flusso di sangue inoltre ossigena i tessuti, facilitando anche l’arrivo di sostanze antinfiammatorie e l’eliminazione delle sostanze tossiche accumulate. Muoversi infatti accelera il transito intestinale e riduce così il tempo in cui le sostanze di scarto dell’alimentazione rimangono in contatto con le mucose di stomaco e intestino e che possono determinare l’insorgenza del cancro del colon.

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A Torino l'abbandono dell'Istituto Ortopedico Maria Adelaide

Maria Adelaide 2

 
LA SPERANZA
 
Una struttura dismessa
dal 2016 in attesa
di essere riqualificata.
 
Molto utile sarebbe riconvertirla
in una RSA
di cui i torinesi
hanno tanto bisogno.
 
Da: Il mio giornale

Dico la mia - Evidenza - 2 Maggio 2022 - Ernesto Bodini

 
Di: Ernesto Bodini
 
Quanta pochezza di spirito, di intraprendenza e soprattutto di obiettività dei politici-gestori, anche quando si tratta di ridefinire l’uso di una struttura sanitaria dismessa, perché “superata” nella sua utilità iniziale. A Torino è il caso, ad esempio, del vecchio Istituto Ortopedico Maria Adelaide (Lungo Dora Firenze 87). Inaugurato nel 1887, è divenuto negli anni (e precisamente dal 1939) Centro Regionale di riferimento per le Cure e Paralisi infantili, e già nell’ottobre 1949 Don Carlo Gnocchi affermava: «È nostra intenzione istituire qui una sezione per la lotta alla paralisi infantile (poliomielite), dopo la quale il soggetto colpito può essere ancora recuperato… Mancano in Italia Istituti del genere, mentre esistono quelli per l’assistenza nella fase acuta del male». Una concretezza d’epoca ed è dagli anni ’60 che il Maria Adelaide è stato tra i primi in Italia ad introdurre il Servizio di Rieducazione e Riabilitazione; quindi un polo di eccellenza per il trattamento delle più svariate patologie ortopediche e per la correzione delle deformità causate dalla
Maria Adelaide degrado poliomielite.
 
Chi scrive, proprio perché colpito da paralisi ad un arto inferiore, è stato operato nel 1957 (conservando tuttora copia della cartella clinica in archivio). Nel 1971 venne inaugurato il nuovo reparto di terapia intensiva, e nel 1995 questo nosocomio disponeva di 205 posti letto per ortopedia, traumatologia e pronto soccorso, oltre ad un certo numero per la sezione dedicata alla cura delle deformità del rachide, un Servizio di Radiologia e uno di laboratorio per le analisi cliniche. Prima della chiusura, avvenuta nel 2016, disponeva di 46 posti letto, con 300-400 ricoveri l’anno e degenze di 70-80 giorni.
A tutt’oggi, quella che si poteva definire una rinomata struttura specialistica ospedaliera è abbandonata a sé stessa, un capitale immobiliare che pur inattivo rappresenta comunque un costo per la collettività, ma di cui gli amministratori pubblici non sono in grado di definire un nuovo uso di cui ci sarebbe tanto bisogno…

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Fondazione AIOM - I numeri del cancro in Italia 2021

Numeri Cancro 21
 
 
 
L'IMPEGNO
  
 
La Fondazione AIOM
propone anche quest'anno
la nuova versione 2021 de
“I Numeri del cancro in Italia”
dedicata a cittadini e pazienti.
 
 
Questo volume 2021
è nato nel corso di una pandemia
dagli effetti devastanti,
con inevitabili rimodulazioni
anche di questo progetto editoriale.
 
 
 
 
È un impegno che continua, anno dopo anno!
 Logo Aiom Fondazione

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La giornata mondiale della poliomielite

Polio 1954

 
 
LA RICORRENZA 
 
Ricordando,
per ricordare che...
 
sapere e non sapere
spesso fa enorme differenza.

 

 
Da: Il mio giornale

Evidenza Salute - 23 Ottobre 2021 - Francesca Lippi

 
Di: Ernesto Bodini
 
Il 24 Ottobre di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale della Poliomielite. Una patologia infettiva di origine virale che può essere causata da molteplici enterovirus. Inoltre l’eliminazione del virus della poliomielite (o paralisi infantile) per via fecale e la sua penetrazione per via orale, fanno classificare questa malattia fra quelle che si trasmettono per mezzo dell’acqua, di alimenti inquinati o attraverso gli insetti. La poliomielite è quindi una malattia acquisita, in quanto il soggetto può esserne affetto dopo la nascita.
In Italia, soprattutto nei primi anni endemici, oltre il 20% dei casi colpiti riguardava il secondo semestre di vita e oltre il 70% dei soggetti non superava i due anni di età. È grazie al senatore Giacomo Mancini (1916-2002, nella foto), a cui nel 1963 fu affidato il Ministero della Sanità, che la situazioneGiacomo Mancini vaccinale antipolio ebbe una reale e definitiva svolta: convocò tutti i medici provinciali d’Italia nella sede del Consiglio Superiore di Sanità. In tale occasione disse chiaro e tondo che all’indomani mattina si sarebbe cominciata la vaccinazione.
Una settimana dopo cominciò la vaccinazione Sabin: due gocce sullo zuccherino. Due anni dopo la polio cominciò a non dare più segni di sé, e oggi, grazie alla realizzazione dei vaccini Sabin e Salk, in quasi tutto il mondo si può parlare di “polio free”. La storia della polio e dei vaccini per combatterla è molto ricca di notizie, eventi e aneddoti ed è un peccato che non venga insegnata alle nuove generazioni di studenti in Medicina e Chirurgia, come pure poco (e male) vengono spiegate le reali origini del Coronavirus (Sars-Cov-2) creando una serie di discordanze e confusioni tali da disorientare non solo la popolazione, ma anche gli stessi addetti ai lavori.
 
Un tempo i mezzi di informazione erano molto più esigui e le notizie venivano rese note comunque, oggi invece, sono addirittura una pletora curate da esperti e da non esperti soprattutto in materie medico-scientifiche, tanto che i lettori hanno notevoli difficoltà a comprendere e discernere… Ma Gocce e zuccherinitornando alla questione poliomielite, che soprattutto in questo periodo merita di essere ricordata quale Giornata Mondiale dedicata, ricordo che nel 2016, l’Ordine dei Medici di Alessandria, schierandosi contro coloro che si opponevano alla comune vaccinazione contro l’influenza, organizzò un incontro pubblico con un nutrito programma dedicato alla “Cultura delle vaccinazioni – I medici si vaccinano contro l’influenza”, al quale fui invitato per tenere una relazione che aveva per titolo “Ricordo del grande scienziato Albert Bruce Sabin”. Ricordo di aver fatto, nella parte conclusiva, una sintesi della mia “esperienza” di poliomielitico, che di seguito ripropongo.

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2022 - Recensione Libro: "Normale e Complicato"

Libro Normale e Complicato

 
 
IL LIBRO 
 
Una pubblicazione
provocatoria,
ma non troppo,
per affrontare meglio un lutto.
 

Di: Sara Arcois

 
Da: Il mio giornale

Home - Cultura e Spettacolo - Evidenza - 8 Marzo 2022 - Ernesto Bodini

 
Recensione di: Ernesto Bodini
 
Vivere l’esperienza di un lutto per la perdita di una persona cara, credo che per chiunque comporti un particolare impegno se non anche un sacrificioVola via interiore, che mette a dura prova il proprio spirito e le proprie emozioni dettate dai sentimenti più profondi. E per quanto la nostra psiche sia “fortificata”, tale esperienza, specie se vissuta direttamente, può lasciare un segno profondo… magari sino alla fine dei nostri giorni. Tuttavia dal punto di vista psicologico è possibile superare questo periodo (più o meno lungo) attraverso la cosiddetta elaborazione, secondo il Modello della psichiatra svizzera Elisabeth Kubler-Ross (1926-2004), che comprende le fasi del rifiuto o negazione, della rabbia, lo stadio del patteggiamento o contrattazione, le fasi della depressione e della accettazione.
Nei casi dei soggetti più fragili può essere di aiuto un sostegno psicologico con consigli e metodiche comportamentali sino a prendere in considerazione l’ironia, anche con risvolti dissacranti, proprio come suggerisce la psicologa e psicoterapeuta Sara Ancois, nella sua (quasi provocatoria) pubblicazione Normale e Complicato (Ed. Susalibri, 2019, pagg. 90, Euro 19,50). Un delicato progetto di ricerca dell’autrice a cui hanno collaborato 100 intervistati (con raffigurazioni dalla più diversificata eloquenza, a cura di Danilo Viviani, e dati medici della dott.ssa Marina Rivetti), che hanno rilasciato lapidarie affermazioni.
4 ManiTra queste, che l’autrice fa rientrare nella personalizzazione del “Signor Lutto”, ve ne sono alcune coraggiosamente simpatiche come, ad esempio, «… soffrire è un trauma anche fisico, cammina con calma guarda dove metti il piede», oppure «Ho scoperto che il dolore sradica poi annaffia con acqua avvelenata»; a quest’ultima seguono «Ho scoperto che l’acqua avvelenata si può drenare», «Ho imparato che il dolore offre prospettiva e rifiutarla significa aver sofferto inutilmente», «… soffrire è un trauma anche per le relazioni come in lavatrice non tutti i tessuti sopportano temperature alte e centrifuga, quel giorno lui mi stupì davvero: non pensavo facesse il bucato, non lo credevo tanto sensibile»; una sorta di accettazione per respingere la sofferenza, appunto con ironia. Ancor più sagge, a mio avviso, alcune affermazioni che paiono essere meno dissacranti perché propositive come «Una Perdita è il più buio tra i dolori mi ha spiegato, ma a suo modo rende inaccettabili certi compromessi, insegna a preservarsi e a trattare le proprie lacrime con rispetto»; ed ancora, «È difficile decidere come spendere l’unica moneta che possiedi, ho domandato consiglio a ciò che ho perduto, ci siano incontrati nel morbido che ho dentro. Tu abiterai lì per sempre».

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Le Raccolte del GITR

 
"CARTOLINE DAL PASSATO"
Cartoline dal Passato
SCARICA IL FASCICOLO CLICCANDO SUL LOGO
 
Abbiamo raccolto in un nuovo fascicolo scaricabile che abbiamo chiamato “CARTOLINE DAL PASSATO"gli articoli di Augusto Frasca, giornalista, saggista, storico di sport e cultura a tutto campo. Abruzzese di nascita, romano di residenza, componente del Comitato scientifico della Treccani e curatore, con Claudio Ferretti, dell’Enciclopedia Garzanti, responsabile dei servizi giornalistici nei principali avvenimenti di atletica e dei Mondiali di Calcio del ’90, ha al proprio attivo pagine su fatti e personaggi dello sport e non solo. Ogni volta una data e un personaggio da ricordare.
 
“IN PUNTA DI PENNA” e "I QUADRETTI"
In punta di penna1 I Quadretti1
SCARICA I FASCICOLI CLICCANDO SUI RELATIVI LOGHI
 
Abbiamo raccolto in un fascicolo scaricabile che abbiamo chiamato “IN PUNTA DI PENNA”,gli articoli del nostro compianto amico Michele Fenu, grande giornalista in grandi giornali, che ha accompagnato con decenni di reportage l’evoluzione dell’auto, la sua storia, i suoi personaggi e che per circa due anni abbiamo avuto l’onore di avere come Caporedattore e meraviglioso collega nel GITR.
 
In un secondo fascicolo che abbiamo chiamato “I QUADRETTI”abbiamo raggruppato invece gli articoli di un altro grande giornalista sportivo Gianni Romeo, appena insignito del premio “Dardanello 2020 di Tuttosport” e attualmente nostro Redattore Capo, articoli che sono veri “cammei” dedicati a fatti opersonaggi della vita dei nostri giorni che, al di là dei doverosi argomenti scientifici e medici, ampliano le nostre conoscenze e ci regalano qualche minuto di piacevole lettura.
 
"VOCI DEL '900" e "LE PAROLE CHE CURANO"
Logo Voci 900a Logo Parole che Curano 5
SCARICA I FASCICOLI CLICCANDO SUI RELATIVI LOGHI
 
In questi due fascicoli abbiamo raccolto in gli articoli delle rubriche “VOCI DEL ‘900” e “LE PAROLE CHE CURANO”, la prima dedicata a personaggi famosi del secolo scorso e non solo, la seconda a temi di vario tipo che, articoli che da tempo ormai, al di là degli argomenti scientifici e medici, ampliano le nostre conoscenze in campo letterario.
 
Tutti i fascicoli saranno aggiornati periodicamente con gli articoli che potrete leggere su ogni nuovo numero di PRIMA PAGINA, articoli che vi ricordiamo, potete trovare anche singolarmente nelle Categorie relative, cliccando sui loghi nella parte sinistra della pagina HOME.

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    VACCINI,
    UNA POLEMICA
    TUTTA ITALIANA
     
    Tra tanti esempi positivi
    la sconfitta della poliomielite
     
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    NELLA CIVILTÀ
    DEGLI SPRECHI
    SALVIAMO ALMENO 
     
    I FARMACI
     
    CHE NON SONO
    ANCORA SCADUTI
     
    Si dice, con ragione, che la nostra sia la civiltà degli sprechi. Purtroppo, tra i tanti si devono annotare i farmaci.
     
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