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Il futuro ci riserverà amare sorprese?

 
 
L'ANALISI
 
Nella lotta contro il cancro
si aprono nuovi scenari,
e la sostenibilità delle cure
può diventare un dramma.
 
 
L'analisi di:
Alessandro Comandone
Simona Chiadò Cutin
SC Oncologia
Ospedale HUMANITAS GRADENIGO
Torino
 
 
Sostenibilità delle cure oncologiche

Introduzione

Il numero di persone con diagnosi di cancro che guariscono o vivono più di cinque anni dalla diagnosi o dal termine dei trattamenti, insieme alle persone che vivono con un tumore come stato di malattia cronica è in aumento costante nelle nazioni industrializzate.
Contemporaneamente è in aumento il numero assoluto delle persone che si ammalano di tumore, anche se fortunatamente, aumenta anche la percentuale di persone che guariscono da questa malattia. I dati del 2012 ci dicono che in EU i nuovi casi di tumore sono stati 2,7 milioni (1,45 milioni di uomini e 1,21 milioni di donne). I decessi nello stesso anno, dunque di persone ammalatesi negli anni precedenti, sono stati 1,3 milioni (715.000 uomini e 560.000 donne)
Come conseguenza di questi impressionanti dati epidemiologici si vengono a configurare degli scenari nuovi, mai visti nella storia umana: un aumento di malati guariti, un aumento di malati cronici che necessitano di cure globali, intese come visite, esami, interventi chirurgici, terapie farmacologiche, radioterapiche, che espongono le società moderne a un volume di spese sanitarie sempre in aumento.
Nel contempo vanno considerati altri tre fattori planetari:
l’aumento costante, inarrestabile, degli esseri umani, l’invecchiamento costante della popolazione e per ultimo l’aumento dei casi di tumore sia nelle popolazioni del mondo industrializzato, sia nei Paesi in via di sviluppo.
Queste considerazioni iniziali fanno porre il quesito che sarà il centro della nostra trattazione: sarà possibile alle Nazioni nei decenni futuri, afronte di questa ondata epidemiologica, ma anche considerando i costanti aumenti dei costi sanitari per diagnosi e terapia, sostenere la cura dei malati o si dovrà necessariamente razionare le risorse e non trattare grosse fasce di popolazione?
O, altra soluzione ancora più drammatica, le cure saranno totalmente a carico del Malato e della sua Famiglia senza più interventi esterni di Sistemi Sanitari Nazionali o di Assicurazioni?
Poiché la salute e la cura delle malattie è tematica di bioetica fondamentale partendo dagli insegnamenti dei Testi Sacri sino ai documenti del Magistero, crediamo che questo argomento rientri a buon diritto nei capitoli di un testo di bioetica cattolica, ma anche come punto essenziale nel dibattito con il mondo laico e nel confronto con il mondo politico.
 
Il problema cancro
 
I costi diretti e indiretti legati al diffondersi delle malattie croniche nel mondo industrializzato raggiungono ormai cifre da capogiro.
Il cancro colpisce circa 12 milioni di persone tutti gli anni e conduce a morte 7,5 milioni di esseri umani
I tumori del polmone, dello stomaco, del colon, del fegato, della mammella e della prostata sono i più frequenti, con i dati impressionanti di costo economico provenienti dagli USA ma anche dalle Nazioni europee, dal Giappone, dal Canada e dall’Australia.
Le spese per la sanità onnicomprensiva, intendendo cioè tutte le malattie e le loro cure, impegnano il 18% del PIL statunitense (ricordiamo che non tutti i cittadini hanno copertura assicurativa nonostante la riforma Obama), il 9% del PIL Canadese, 8,6 % del PIL Tedesco,8,2% del PIL Francese, 6,9% del PIL della Gran Bretagna. Il Giappone impegna il 7,8% del suo PIL, l’Australia l’8,4% mentre non si hanno dati del grande Paese emergente, la Cina.
E l’Italia? Al pari della Gran Bretagna la spesa sanitaria in questi anni di crisi si è ridotta passando dal 7,4% del 2008 al 6,9% del 2017, ma va sottolineato che il PIL da modestamente attivo nel 2008 (+ 1,4%) è passato a valori negativi (-0,8%) negli anni della recessione più acuta.
Dunque l’Italia ha speso meno per la salute dei suoi cittadini sia in termini relativi rispetto al PIL sia in termini assoluti.
Ciononostante possiamo ancora vantare uno dei migliori sistemi sanitari a livello mondiale e uno dei livelli di salute della popolazione più elevati al mondo.
I dati forniti dalla vicina Francia, anch’essa riconosciuta per avere un sistema sanitario egregio, ci illustrano come ormai le popolazioni del vecchio continente sono affette prevalentemente da malattie croniche quali incidenti vascolari cerebrali, malattie neurologiche degenerative, malattie cardiache, diabete, malattie reumatiche e tumori.
Un panorama, dunque, dominato dalle malattie croniche e degenerative destinate a peggiorare lentamente nel tempo, riducendo la vitalità del malato, escludendolo dai processi produttivi e impegnando risorse finanziarie su un lungo periodo.
 
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